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New York Ghost Tour, guida ai luoghi “da brivido”

In Inglese

New York City

Siamo abituati a sentirne parlare e a raccontarla come una città simbolo, quasi sospesa, nell’immaginario collettivo, nel tempo e nello spazio, i grattacieli, lo stile di vita e le infinite possibilità, i musei, i luoghi cult, la sua multiculturalità ed il fascino magnetico che inevitabilmente esercita sui milioni di persone che ogni anno arrivano per visitarla.

Spesso però dimentichiamo che New York é una città con un passato ricco di storie, eventi, personaggi e “sfumature” diciamo così ancora poco note e decisamente intriganti.

L'interno della White Horse Tavern

Ed ecco che un articolo letto per caso riguardo le numerose abitazioni ed i locali d’epoca che “vantano” presenze soprannaturali é diventato, complice un’innata curiosità, da scettica “in materia” non potrebbe essere diversamente, lo spunto, nella mia ultima visita in città, per un tour originale ed inconsueto alla scoperta di questi luoghi e delle loro inquietanti (o semplicemente bizzarre, fate un pò voi) storie.

The White Horse Tavern

Nel West Village, all’incrocio tra Hudson St. e l’11th St, poco distante (appena un isolato) dalla famosa Magnolia Bakery, sorge l’antica White Horse Tavern.

Costruita nel lontano 1742 questa sorta di affascinante taverna d’altri tempi ha ospitato nel corso degli anni numerosi poeti, artisti e personaggi famosi. Tra questi Dylan Thomas, noto poeta inglese, assiduo frenquetatore del locale negli anni’50 (guai a salire sul suo sgabello) dove, come amava ripetere spesso, si soffermava per un tempo infinito ad osservare la gente in cerca d’ispirazione e a sorseggiare il suo “cicchetto” preferito.

La storia narra che nel tentativo di superare il record di 18 bicchierini di whisky consecutivi (era risaputo che Thomas fosse un alcolista) uscito dal locale completamente ubriaco sia inciampato ed abbia battuto la testa sul marciapiede riportando un edema cerebrale, causa presunta della sua morte avvenuta il giorno successivo al St. Vincent Hospital.

La Taverna é di per sè un luogo estremamente curioso ed affascinante, varcata la porta d’ingresso sembra davvero di effettuare un salto nel tempo.

Proprio nella sala in cui Thomas era solito sedersi c’é una suo ritratto ed una targa che ne “commemora” il passaggio.

In molti, barista incluso, affermano di averlo visto comodamente seduto sul suo sgabello preferito all’angolo del bancone, con l’immancabile bicchiere di whisky in mano, ad osservare le persone nel locale per poi sparire improvvisamente al minimo accenno nei suoi confronti. Qualcun altro invece giura di averlo visto passeggiare irrequieto davanti la taverna proprio nel punto in cui, una volta inciampato, avrebbe battuto la testa.

Che crediate o meno alla storia del fantasma di Dylan Thomas (che io non ho “incontrato”) il White Horse Tavern, nel variegato universo del West Village, é davvero un posto singolare e merita decisamente una visita se non altro per sedersi a bere una birra, mangiare qualcosa, fare due chiacchiere con i vicini di tavolo e godersi l’atmosfera Old New York.

The White Horse TavernUna vecchia insegna della White Horse Tavern...Il posto preferito di Dylan Thomas con un suo ritratto...

The Death House

Spostandosi poco più a est verso il Greenwich Village, sulla 10th street tra la Fifth Ave e la Sixth Ave, ci si imbatte in un edificio in stile Greek Revival in mattoni rossi. Di per sè nulla di eccezionale se non fosse per la targa situata sulla sinistra del portone d’ingresso che fa riferimento alla breve permanenza, dal 1900 al 1901, di Mark Twain e per la storia di un omicidio ancora irrisolto.

Essendo proprietà privata non é possibile entrare se non invitati da qualche residente, ma a giudicare dai racconti che si fanno sull’edificio sembra che gli inquilini dello stabile difficilmente resistano più di un anno.

C’e’ chi sostiene che un simpatico signore vestito di bianco con una folta barba ed i capelli arruffati (che si tratti di Mark Twain?) si diverta a spaventare i passanti sul pianerottolo comparendo e scomparendo all’improvviso nella tromba delle scale.

C’é chi invece facendo riferimento al libro di Jan Bryant Bartell, Spindrift: Spray From a Psychic Sea, ambientato proprio qui, ed all’inquietante omicidio di una bambina di sei anni avvenuto negli anni’80, dice di aver avvertito dal di fuori  rumori, lamenti e talvolta grida strazianti.

The Death Housel'ingresso...La targa che ricorda il passaggio di Mark Twain

Manhattan Bistro

Dirigendosi verso Soho, al 129 di Spring Street si incontra il Manhattan Bistro, un edificio risalente al 1817.

Qui la “leggenda”, chiamiamola così, si intreccia con una storia vera assumendo contorni decisamente più netti ed interessanti, non a caso negli ambienti del paranormale é considerato uno dei 10 luoghi più infestati d’America.

In questo sito nel 1799 fu ritrovato in un pozzo il corpo straziato e senza vita di Gulielma Elmore Sands.

Il processo, il primo certificato nella storia di New York, a carico del suo presunto assassino, il fidanzato Levi Weeks, terminò grazie all’arringa del suo abile e famoso avvocato Alexander Hamilton (il braccio destro di George Washington, avete presente Hamilton Heights ad Harlem?), con un’assoluzione per mancanza di prove. L’omicidio rimase insoluto, una ventina di anni dopo il pozzo venne chiuso e sul terreno venne costruita un’abitazione privata divenuta poi un locale, il Manhattan Bistro appunto, oggi chiuso ed abbandonato a sè stesso.

Da sempre le voci che la casa sia come dire “infestata” girano nella zona di Soho (sembra che il motivo reale per cui il locale abbia definitivamente chiuso sia proprio questo) in particolare da quando nelle stanze del seminterrato é stato scoperto il famigerato pozzo e la storia di Gulielma Elmore Sands é ritornata “a galla”.

Sembra che in più di un’occasione sia comparsa, nei corridoi e nello scantinato, la figura di una donna in abiti ottocenteschi completamente bagnati e che molti dipendenti del locale di sesso maschile siano stati malmenati e spinti giù per le scale, senza contare che in più di un’occasione i clienti del Bistro hanno visto le bottiglie del bancone del bar sollevarsi e cascare improvvisamente sul pavimento.

Oggi il Manhattan Bistro é in un avanzato stato di abbandono, pare che nessuno abbia voluto rilevare la gestione del locale (le foto del Bistro in attività e del pozzo provengono dal web, essendo impossibile attualmente riuscire ad accedervi).

Una curiosità.

Le cronache dell’epoca del processo raccontano che la sorella di Guglielma, in seguito all’assoluzione di Levi Weeks, affermò davanti a tutti in tribunale che, se Levi fosse stato il vero colpevole, il suo difensore Alexander Hamilton avrebbe dovuto patire indicibili sofferenze con una morte precoce e non naturale… If he dies a natural death, I shall think there is no justice in heaven”, avrebbe poi aggiunto.

Riuscireste a credere che Hamilton morì tra atroci tormenti in seguito alle ferite riportate durante un duello?

The Manhattan BistroThe Manhattan BistroIl Manhatta Bistò ai tempi della sua aperturaIl Pozzo nella cantina del Manhattan Bistrò

St. Paul Chapel Burial Ground

Proseguendo verso sud, attraverso Tribeca, lungo Church Street si raggiunge il sito di Ground Zero, tristemente famoso per gli avvenimenti dell’11/9.

Proprio di fronte si trova la St.Paul Chapel, l’ultima Chiesa intatta risalente al periodo antecedente la Guerra d’Indipendenza, un’oasi di pace nel trambusto di Lower Manhattan, rimasta miracolosamente illesa dopo il crollo delle Torri Gemelle del settembre del 2001.

Nel suo antico cimitero riposano personaggi più o meno noti della vecchia New York. Tra questi l’attore George Frederick Cook che fu sepolto qui nel 1811, dopo la morte causata da una lunga malattia.

L’attore, in ristrettezze economiche, per pagarsi le spese mediche e la sepoltura, poco prima di morire decise di “vendere” la sua testa alla scienza e fu quindi sepolto senza cranio.

Pare che quest’ultimo (il cranio per intenderci) dopo essere stato utilizzato per anni dagli studenti della facoltà di medicina, finì nelle produzioni teatrali di Broadway dell’Amleto di Shakespeare per poi scomparire definitivimante nel nulla.

Si racconta che nelle ore notturne sbirciando tra le vecchie cancellate del cimitero sia facile intravedere l’ombra di un uomo senza testa che si aggira tra le tombe come alla ricerca di qualcosa… dicono che George cerchi insistentemente la sua testa e che solo in questo modo possa trovare pace.

St. Paul Chapel

E se vi dicessi che New York é piena di storie e luoghi come questi e che non e’ assolutamente finita qui?

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