Verso Sarajevo

Complice un pacchetto di miglia Miles and More in scadenza accumulate grazie agli intercontinentali Lufthansa, un lungo weekend libero di inizio febbraio ed una sfrenata passione per i luoghi del mondo che trasudano di storia nel giro di poche settimane mi ritroverò a Sarajevo, per un intenso fine settimana all’insegna della scoperta e dell’emozione.

Sarajevo

Non ci sono ancora compagnie aeree che effettuano dall’Italia voli diretti sulla capitale della Bosnia-Erzegovina, dovrò scalare sia all’andata che al ritorno tra Germania e Austria con lunghe attese. Poco male, un volo in più non fa differenza, l’importante é raggiungere la meta.

La città, così come tutta la nazione, si sta lentamente aprendo all’Europa ed al turismo, é il segno dei tempi che mutano, del desiderio di guardare avanti, quel benedetto desiderio di normalità che ho visto tante volte negli occhi delle persone dei paesi sopravvissuti a decenni di terribili dittature e violenze etniche.

Una città abitata sin dall’antichità, ebbene si le legioni romane arrivarono anche qui e poi i Turchi che ne fecero un tappa obbligata, una sorta di “porto franco” nel lungo percorso della Via della Seta.

Proprio intorno al 1530 il governatore ottomano Gazi-Husrevbey fece costruire nuove Moschee e lo splendido Bazar oggi ancora in attività, ed un numero indefinito di edifici in tipico stile islamico.

Poi fu la volta degli austriaci che, una volta invasa l’intera area, accrebbero la bellezza della città grazie all’edificazione di nuove costruzioni in stile asburgico, ferrovie ed un ingegnoso ed innovativo sistema di illuminazione pubblica da far invidia alle altre capitali europee.

Veduta di Sarajevo, scorcio sul ponte dell'assassinio dell'Arciduca Francesco Ferdinando

E poi venne il periodo buio, la scintilla della Prima Guerra Mondiale scoppiò proprio qui con l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia, una pesante eredità che si unì all’annessione alla Jugoslavia, all’invasione nazista, alla Seconda Guerra Mondiale, alla dittatura comunista di Tito ed infine, ricordo recente e ancora troppo doloroso, all’Assedio di Sarajevo ad opera delle truppe serbo-bosniache.

Il solerte Ufficio del Turismo della città, contattato qualche giorno fa via email, mi ha indicato tutte le escursioni ed i percorsi “attivi”, offrendosi gentilmente di mostrarmi i luoghi simbolo della storia della capitale, perchè qui c’é davvero tanto da vedere, da ascoltare, da imparare.

Pronta, si va!

 

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