Verso Snagov

In Transilvania, tra castelli e vecchi racconti per scoprire come nasce una leggenda
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Verso Snagov

Un lago, in inverno quasi sempre avvolto da una consistente nebbia, una piccola isola, proprio nel centro, un antico monastero fortificato, l’epilogo di una leggenda che ha il sapore di una storia realmente accaduta, un palazzo, simbolo di un orrore mai dimenticato e la gente vera che vive sulle sponde di questo suggestivo specchio d’acqua.

Il Monastero di Snagov, sull'isola al centro del lago

Snagov é così… ci si arriva dopo una mezz’ora di autobus da Bucarest.

La strada che conduce al lago, una volta lasciata la via principale, é sterrata e passa attraverso un agglomerato di piccole ed apparentemente precarie case in legno da cui vengono fuori, incuriositi probabilmente dal rumore dei passi (non credo siano abituati a vedere “forestieri”, specie d’inverno), i vecchi proprietari.

Gente di Snagov...

Attraverso un ponte di ferro, fastidiosamente moderno che stride con il paesaggio circostante, si raggiunge la piccola isola al centro del lago. L’ambientazione complice la nebbia é da sogno, man mano che si procede il piccolo Monastero nel centro assume proporzioni decisamente più reali. Una semplice costruzione in pietra, tipicamente ortodossa, che nel 1456 prese il posto di quella in legno, decisamente più antica, risalente all’anno 1000.

Sembra che fu proprio il temuto Vlad Tepes, il sanguinario Principe di Valacchia, l’ispiratore della leggenda di Dracula (ne ho parlato qui) a ristrutturare l’intera area, di proprietà della sua famiglia, aggiungendo le prigioni sotterranee, una sala di tortura (non a caso Vlad veniva soprannominato “l’impalatore”) ed un suggestivo passaggio segreto che conduceva sulla terraferma.

Verso il Monastero

Una piccola cappella del Monastero

All’interno della chiesa principale, un piccolo gioiello dell’architettura sacra ortodossa, c’é la sua tomba o meglio quella che la storiografia ed alcuni studiosi ritengono essere la sua tomba, perché in realtà il sepolcro é vuoto, sembra che il suo corpo sia stato trafugato poco dopo essere stato deposto qui.

Per molti é tutt’ora un luogo di devozione, non tanto per la storia di Dracula quanto per il fatto che Vlad Tepes, seppur sanguinario con i nemici, sia stato un principe giusto e generoso con il suo popolo, al punto da essere a tutt’oggi amato e venerato quasi come un santo.

La tomba di Vlad Tepes, presso il Monastero di Snagov...

Icone ortodosse all'interno del Monastero

La cosa che più colpisce oltre alle splendide pitture sacre del ‘400 é la “frenetica” attività del Prete della cappella che, dopo aver officiato la messa, si cambia velocemente d’abito nella piccola sagrestia laterale, e si trasforma in guida, raccontando i particolari degli affreschi e la storia della chiesa, ed in venditore di souvenir all’uscita.

Il Prete, tuttofare, del Monastero di Snagov...

Una passeggiata sulle sponde dell’isolotto consente di osservare il paesaggio circostante.

Al di là del lago sono visibili alcune costruzioni più recenti, si tratta delle locande che d’estate ospitano le famiglie benestanti provenienti da Bucarest in creca di refrigerio.

Spicca, dall’altra parte del lago, un edificio bianco di ispirazione classica, imponente e decisamente, tetro.

Si tratta, mi dicono, del Palazzo di Snagov, costruito agli inizi del 1900 dalla famiglia reale rumena ed ampliato successivamente negli anni 70 dal dittatore Ceausescu (durante la ristrutturazione fu lui a far distruggere il passaggio sotterraneo verso l’isola voluto da Vlad Tepes) che in questo luogo era solito tenere le riunioni segrete con le alte cariche dello stato. Fu proprio qui tra l’altro che, scoppiata la rivoluzione, si rifugiò assieme alla moglie Elena, poco prima di essere catturato e fucilato.

Il sentiero che dal Monastero conduce al lago...

Il Palazzo di Snagov, il

 

Il Monastero

Il rientro verso la terraferma offre la possibilità, conosciuti gli avvenimenti e le storie del luogo, di guardare con occhi diversi quello che diversamente potrebbe sembrare solo un tipico e malinconico paesaggio della campagna rumena.

Questa terra, la sue vicissitudini e la sua gente continuano a sorprendermi e ad affascinarmi.

12 Comments

  1. Marika ha detto:

    Incredibile come le storie e le tradizioni vengano modificate e rigirate 😀 povero Dracula!:D aahahaha! Bel post simona :*

    • simona sacri ha detto:

      Effettivamente ci sono alcuni aspetti di questa intricata storia che ancora non mi sono chiari, del resto e’ una leggenda e deve necessariamente rimanere un po’ nel mistero… devo riconoscere pero’ che e’ un racconto intrigante e che nei giorni trascorsi in Romania mi sono letteralmente persa dietro a tutta questa “faccenda” di Vlad Tepes (alias dracula)
      Grazie Marika… 🙂

  2. Alessio ha detto:

    Una bellissima “avventura” e una lettura interessante… oltre che piacevole!

  3. Lucia - Respirare con la Pancia ha detto:

    Continui ad affascinarmi con questo viaggio.. <3

    Mi immagino quando andrai in America… 😉

  4. Silvia ha detto:

    Da romanzo… lo inserisco subito nel mio quadernino con i posti da visitare!
    Grazie Simona 🙂

  5. Fabrizio ha detto:

    Ciao! L’autobus da dove si prende? I biglietti si fanno direttamente a bordo? Grazie mille 🙂

    • Simona Sacri ha detto:

      I biglietti si fanno allo stazionamento, Bucharest RATB dove c’è l’Arco di trionfo.

      • SABRINA ha detto:

        Ciao ti disturbo per un aiuto, il 18/10 partiremo per fare il giro della Transilvania, partendo da Bucarest. Sono incerta se passare da Snagov, perché non trovo indicazioni chiare. Ho un programma serrato e se non riesco a capire quanto tempo ci va e come arrivarci, lo taglio fuori (anche se mi dispiacerebbe).
        Ho letto che si trova in mezzo al lago, ma non riesco a capire se è raggiungibile solo via lago, se esiste un ponte, che orari ha la barca, da dove parte, quanto tempo in tutto per raggiungerlo e visitarlo. Puoi aiutarmi? Ti ringrazio molto

        • Simona Sacri ha detto:

          Ciao Sabrina, c’è un ponte che collega l’isola alla terra ferma.
          La visita richiede un paio d’ore al massimo ed io la consiglio.
          Se avete l’auto ci si arriva in un’oretta scarsa da Bucarest.

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