In Transilvania, tra castelli e vecchi racconti per scoprire come nasce una leggenda

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In Transilvania, tra castelli e vecchi racconti per scoprire come nasce una leggenda

 

Esistono luoghi nel mondo, per quanto incantevoli di per sè, divenuti celebri nell’immaginario collettivo solo grazie alla diffusione di una leggenda.

Leggenda che, seppur creata dalla fertile immaginazione di uno scrittore, affonda quasi sempre le sue radici in una storia realmente accaduta. Storia che a volte può risultare molto più affascinante e misteriosa della leggenda stessa che ha ispirato.

Castello di Bran, Transilvania

Proprio come quella che mi é capitato di ascoltare in Transilvania, una remota regione della Romania, incorniciata da una spettacolare catena montuosa, quella dei Carpazi, intervallata da gole profonde, splendidi castelli arroccati, villaggi sperduti ed una strategica nebbiolina che neanche a farlo apposta rende tutto ancora più “incantato” e misterioso”.

Ambientazione perfetta dunque per una storia gotica ed inquietante come quella del Conte Dracula.

Partita curiosa come sempre e scettica, decisamente scettica, riguardo la leggenda di questo ambiguo personaggio, ho scoperto, visitando il Castello di Bran nell’omonimo villaggio che, sempre secondo la leggenda, sarebbe stato la sua dimora ed i territori lungo i quali avrebbe esteso la sua opera… la storia di un personaggio altrettanto cupo, sanguinario ed ambiguo, realmente vissuto intorno al 1400, Vlad Dracul, Principe di Valacchia, meglio conosciuto come Tepes l’impalatore.

Vlad tepes...

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Famoso tanto per la sua violenza incontrollata nei confronti dei nemici e dei traditori, che era solito “impalare” (pratica in voga all’epoca, alquanto dolorosa e disumana che portava al dissanguamento del corpo attraverso atroci sofferenze), quanto, e per questo molto amato dal suo popolo, per il suo coraggio in battaglia e per la giustizia ed equità applicata nel condannare qualsiasi sopruso, specie da parte dei nobili nei confronti dei più deboli, una sorta di “eroe” a metà, crudele e onesto al tempo stesso.

Difficile, quasi impossibile, non cedere alla tentazione di costruire attorno a questa figura così carismatica qualcosa di più.

La tomba di Vlad Tepes, presso il Monastero di Snagov...

Sembra che proprio i nobili, stanchi del suo atteggiamento nei loro confronti, abbiano iniziato a spargere voci e a scrivere storie, anche dopo la sua morte (avvenuta in battaglia, la sua tomba di trova presso il Monastero di Snagov), secondo cui Vlad, al riparo da occhi indiscreti, nell’oscurità delle segrete del suo palazzo fosse solito bere, con un certo gusto, il sangue delle sue vittime traendone non solo godimento ma anche forza e vigore.

Nel castello di Bran...

Dalle finestre del castello...

Nel castello...

Aggiungete a tutto questo che:

Il principe, durante uno dei suoi esili forzati, pare si sia stabilito proprio nel Castello di Bran (a tutt’oggi di proprietà dei reali rumeni), sinistro maniero arroccato su uno sperone, all’interno del quale, provare per cerdere, abbondano camminamenti, scale segrete e celle nascoste.

Camera con vista, da Bran...

Maschere demoniache che ricordano la tradizione dei vampiri in Romania... nel mercato di Bran

Bran Castle...

Il soprannome dei Principi di Valacchia é Dracul, ossia demonio.

In Romania da sempre i vampiri ed i racconti ad essi legati fanno parte del folklore tradizionale.

Capirete quanto sia stato semplice per un’abile e fantasioso scrittore irlandese, un “certo” Bram Stoker, appassionato di letteratura gotica e leggende rumene, creare dal nulla verso la fine dell’800 uno dei personaggi più famosi della storia della letteratura horror al mondo, Dracula!

Io preferisco la storia di Vlad Tepes, vera ed affascinante sebbene cruda e terribile e voi?

16 Comments

  1. Daniel Saintcall ha detto:

    Mi piace molto la storia del Conte Dracula e da tutto questo è iniziato il fatto dei vampiri e come storia mi piace . Spero che tu in Transilvania abbia visto cose molte belle e che tu abbia fatto un bel viaggio .

  2. manuelavitulli ha detto:

    Bellissimo come sempre Simo.
    Non solo non hai deluso le mie aspettative, ma ti dirò di più… non vedo l’ora di andarci io! Mi affascina troppo!

  3. lilianamonticone ha detto:

    Bellissimo post! E’ una meta che ho in mente da un po’ e avevo appreso la storia ad una mostra al Castello di Belgioioso tanti anni fa.
    Però così… mi fai venire voglia di partire subito! Non vale!!! 🙂

    • simona sacri ha detto:

      Liliana, grazie…
      Se deiciderai di andarci (io stessa ho intenzione di ritornare considerato che c’e’ ancora tanto da vedere) non credo che rimarrai delusa!!
      E poi i villaggi rurali sono qualcosa di unico, come usciti da un racconto del medioevo…

  4. iviaggideimesupi ha detto:

    Preferisco entrambe: una per permettersi più voli con la fantasia, l’altra perchè è cruda e reale, vera…

  5. alberto ha detto:

    ecco un altro posto che è lì in attesa, nei viaggi da pianificare!

  6. Monica ha detto:

    Ricordavo che Dracula fosse uscito più dalla penna creativa di un romanziere che dalla realtà ma comunque un po’ di inquietudine in quel castello ti viene. Magari sul far della sera, con una tempesta che ulula… o no? 😉

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