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Premi Pulitzer per la Narrativa: Chicago e l’Illinois rurale di “So Big. Una storia americana” di Edna Ferber

 

Premi Pulitzer per la Narrativa: “So Big. Una storia americana”. Viaggio nella Chicago a cavallo tra ‘800 e ‘900 e nell’Illinois rurale dei coloni olandesi attraverso le parole, le descrizioni e le emozioni di una delle grandi penne della letteratura americana del Novecento, Edna Ferber. Recensione, trama, spunti di viaggio e di ulteriori letture.

 

Premi Pulitzer per la Narrativa: Chicago e l’Illinois rurale di “So Big. Una storia americana” di Edna Ferber

 

Tra i Premi Pulitzer per la Narrativa c’è anche lei, Edna Ferber.

Scrittrice e drammaturga americana (di origini ungheresi), abile narratrice di storie di donne e tematiche sociali del suo tempo, vissuta tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900, membro associato di uno dei circoli culturali più ambiti ed ammirati della Nyc degli anni ’20, il cosiddetto “circolo vizioso” della Tavola Rotonda dell’Algonquin.

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Stimata autrice della letteratura americana, molto amata ed apprezzata negli USA ancora oggi, quasi sconosciuta – purtroppo – in Italia.

Le uniche due opere che in qualche modo ce la rendono più “familiare” sono “So Big. Una storia americana”, il libro di cui vi parlo proprio in questo articolo, con cui vinse nel 1925 il Premio Pulitzer per il Romanzo – premio storico assegnato esclusivamente ad un’opera di narrativa americana di un autore statunitense, che a partire dal 1848 prese il nome di Premio Pulitzer per la Narrativa – e “The Giant”, Il Gigante, da cui fu tratto il famoso film con James Dean.

Premi Pulitzer per la Narrativa: Edna Ferber

So Big. Una storia americana fu dapprima pubblicato a puntate tra la fine del 1923 e l’inizio del 1924 sulla famosa rivista mensile Woman’s Home Companion con il titolo “Selina”, il nome della protagonista. A Seguito della grande attenzione suscitata, uscì pochi mesi dopo in libreria con il suo titolo definitivo rimanendo per ben 16 settimane nella lista dei best seller del New York Times, vendendo in pochi mesi più di 350.000 copie e vincendo l’anno successivo il Pulitzer.

Un grande successo di pubblico e di critica per la narrazione di una vera storia americana.

 

 

Premi Pulitzer per la Narrativa: “So Big. Una storia americana”, trama e recensione

So Big. Una storia americana lo leggi d’un fiato.

Il personaggio di Selina ti sconvolge positivamente, come sei in lei ci fossero tante anime, tutte incredibilmente valide.

Orfana di madre da bambina viene affidata ad un padre, giocatore d’azzardo, irrequieto e viveur, amante del lusso e della bella vita, che la scorrazza in giro per l’America e che, ucciso per errore, fa appena in tempo ad insegnarle che “la vita è tutta una grande avventura”.

Trovatasi sola, grazie alla discreta istruzione ricevuta, Selina si improvvisa maestra in un villaggio di emigranti olandesi a sud di Chicago e col tempo finisce con l’immedesimarsi nella travagliata esistenza di quei contadini che, spinti dal grande sogno americano, si spaccano la schiena nel tentativo di rendere fertile una terra dura ed argillosa.

Qui avviene il primo incontro importante, l’adolescente Roelf, figlio della coppia che la ospita, che pur avendo un innato talento artistico, non potendo permettersi un’istruzione lavora nei campi assieme alla sua famiglia. Selina lo spinge a coltivare i suoi sogni e la sua arte insegnandogli tutto ciò che può, facendo germogliare in lui il seme che lo renderà poi un pittore affermato.

Il secondo incontro – una breve ed intensa storia d’amore – avviene con quello che sarà per poco l’uomo della sua vita, il colono olandese Pervus DeJong. Così da maestra diventa contadina, e lo diventa nell’animo perchè scopre di amare profondamente quella terra. Dotata di un forte spirito d’intraprendenza Selina incrementa le coltivazioni con nuovi metodi e colture che faranno la sua fortuna quando, dopo la prematura scomparsa del marito, rimasta sola con il piccolo figlio Dirk – che lei affettuosamente chiama SoBig – prende in mano le redini della fattoria divenendo una produttrice agricola di tutto rispetto.

Premi Pulitzer per la Narrativa: l’Illinois rurale di “So Big. Una storia americana” di Edna Ferber

A Dirk insegna tutto quello che sa e prova, la bellezza vera, quella in cui la materia sparisce per elevarsi a sentimenti di amore e comprensione, e proprio dal suo amato SoBig riceverà la più grande delusione. Il ragazzo divenuto adulto, laureatosi in architettura, sceglie di trascurare la sua passione per l’arte per entrare nel mondo della finanza.

Dirk diventa un ricco uomo d’affari di successo nella Chicago che conta, ma a che prezzo?

Perde la donna che ama davvero, Dallas – che pur ricambiandolo alla fine gli preferisce il più “vero” ed appassionato Roelf, divenuto nel frattempo un affermato pittore – e si ritrova alla fine solo con i suoi soldi, finalmente conscio che quell’avere tutto è in realtà come avere niente.

Premi Pulitzer per la Narrativa: la frenetica ed affascinante Chicago di di “So Big. Una storia americana” di Edna Ferber

So Big. Una storia americana può essere definito un romanzo completo.

La solitudine di Selina da bambina, l’amore profondo per Pervus, l’eroismo dei coloni olandesi, la meravigliosa descrizione dei paesaggi rurali dell’Illinois, la comprensione nei confronti delle classi meno abbienti, l’impegno sociale e l’introspezione psicologica che con estrema onestà permette di riconoscere in alcune persone la bellezza, mentre in altre solo l’avidità.

Non a caso la motivazione dell’assegnazione del Premio Pulitzer recitava… “per la celebrazione della necessità della bellezza, della vita, dello spirito. Non del successo materiale”.

Premi Pulitzer per la Narrativa: prima edizione di “So Big. Una storia americana” di Edna Ferber

Premi Pulitzer per la Narrativa: “So Big. Una storia americana” ed altri romanzi di Edna Ferber, spunti di viaggio

Edna Ferber ha sempre raccontato le donne e le più dibattute tematiche sociali del suo tempo.

Storie di intolleranza, povertà, classismo, sessismo, riscatto, razzismo, violenza, storie vissute da persone immaginarie attraverso vicende e luoghi reali.

Luoghi della sua “America” che è possibile per certi versi ripercorrere ancora oggi, riscoprendo angoli di States, anche quelli più conosciuti e celebrati, in maniera più insolita ed intima.

A cominciare dalla vecchia Nyc della Tavola Rotonda dell’Algonquin – di cui ho raccontato qui – proseguendo poi per i luoghi di So Big, la ruggente, frenetica ed elegante Chicago, a cavallo tra ‘800 e ‘900, messa volutamente in contrasto con la dura vita delle zone rurali dell’Illinois, a partire da South Holland, il villaggio di coloni olandesi, fondato nel 1846 da una comunità di immigrati del Sud dell’Olanda appena arrivati in America, ed attualmente ancora abitato dagli eredi delle famiglie fondatrici, che ha ispirato le vicende del romanzo vincitore del Premio Pulitzer.

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Protagonista di altri suoi racconti, come Saratoga e Show Boat, l’Old Deep South, sempre a cavallo tra ‘800 e ‘900, e le sue politiche segregazioniste, da New Orleans lungo tutto il corso del Mississippi River, per poi finire in Texas, lo stato definito grande e terribile, “Il Gigante” che da il titolo all’omonimo romanzo di Edna Ferber ed alla trasposizione cinematografica con James Dean, interamente girata nella cittadina di Marfa, a sud-est di El Paso.

Premi Pulitzer per la Narrativa: Marfa, Texas

Premi Pulitzer per la Narrativa: “So Big. Una storia americana”, gli altri romanzi di Edna Ferber

Di seguito ho selezionato per voi tre ulteriori romanzi di Edna Feber. Si tratta di edizioni non particolarmente recenti, essendo l’autrice conosciuta in Italia prevalentemente per So Big. Una storia americana.

Il primo, Il Gigante, è quello da cui fu poi tratto nel 1956 l’omonimo film con James Dean.

 

 

Saratoga, il secondo, da cui nel 1945 fu tratto il film drammatico Saratoga con  Gary Cooper ed Ingrid Bergman, è ambientato tra New Orleans e Saratoga Springs.

Show Boat, il terzo romanzo, narra la storia – tra pregiudizi razziali ed un tragico amore – del Cotton Blossom, un’imbarcazione che navigò sul fiume Mississippi dal 1880 al 1927. Da quest’opera fu poi tratto nel 1927 il primo, ed omonimo, musical americano di successo, considerato ancora oggi uno dei più influenti del teatro musicale statunitense.

 

 

 

 

 

 

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