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Cosa fare a New York: (ancora) 7 percorsi e luoghi insoliti per scoprire una Ny più autentica e suggestiva

In Inglese

Non è facile districarsi sulla quantità di informazioni presenti sul web in merito a cosa fare a New York di insolito ed originale.

Sempre più spesso compaiono veri e propri elenchi, quasi tutti uguali ormai, delle cose imperdibili o da fare assolutamente in città.

Come se Ny fosse un elenco da spuntare, una serie di foto già studiate mille volte da scattare o un unico, solito itinerario che ormai tutti – anche chi l’ha vista solo nei film o amata attraverso i libri – conoscono.

Beh, questa è solo la punta dell’iceberg. New York è molto, tanto di più.

Cosa fare a New York: scoprire la magia dei suoi inimitabili street-artist

Così, oltre ad una serie dettagliata di percorsi attraverso i luoghi più rinomati, oltre ad itinerari specifici dedicati agli altri 4 boroughs della città – Brooklyn, Queens, Bronx e Staten Island, non esiste mica solo Manhattan – ogni tanto sento il bisogno di lasciarmi andare e raccontare qualcosa di più intimo ed insolito.

Qualcosa che permetta anche a chi è alla prima esperienza di riuscire a cogliere sfumature ed aspetti (talvolta unici) che hanno fatto di questa città il mito indiscusso che è oggi.

Si tratta per lo più di spunti e consigli – altri ancora li trovate in un precedente post a riguardo, cliccando qui – su luoghi collegati a storie e ad eventi del passato, talvolta piccole curiosità relative ad edifici e siti di cui molti ignorano l’esistenza o anche particolari novità su cosa fare a New York.

Pronti?! Si va.

Cosa fare a New York: visitare la New York Public Library e scoprirne i segreti

Cosa fare a New York: Street Art in metropolitana, viaggio nelle 3 nuove fermate della Second Avenue Subway

Si tratta in realtà di un prolungamento (e potenziamento) della Linea Q per rendere l’Upper East Side più accessibile ed alleggerire il traffico della linea metro di Lexington Ave.

Un progetto presentato ufficialmente nel 1920 e reso impraticabile nel tempo dai problemi conseguenti alla Grande Depressione prima e da quelli relativi alle due Guerre Mondiali poi, ripreso più volte a partire dagli anni ’80 e reso operativo finalmente – dopo “appena” 100 anni – il 1 gennaio del 2017.

Tre nuove fermate metro, 72th – 86th – 96th, ed un avveniristico complesso di entrate nelle rispettive stazioni arricchito dalle opere di artisti di fama internazionale del calibro di Chuck Close, Sarah Sze e Jean Shin.

Cosa fare a New York: Street Art in metropolitana, viaggio nelle 3 nuove fermate della Second Avenue Subway

Cosa fare a New York: la mappa delle 3 nuove fermate della Second Avenue Subway

Un viaggio singolare nella storia e nell’arte newyorkese al prezzo di un biglietto della metro.

Se non avete molto tempo a disposizione il consiglio è quello di concentrarvi sulle prime due fermate che sono le più suggestive, di entrare quindi nella 72th e scendere all’86th per godere delle installazioni artistiche e dei murales e poi rientrare compiendo il percorso a ritroso verso la vostra successiva destinazione.

L’accesso alla femata metro della 72th Street si trova all’incrocio con la 2nd Ave.

Cosa fare a New York: Street Art in metropolitana, viaggio nelle 3 nuove fermate della Second Avenue Subway

Cosa fare a New York: Street Art in metropolitana

Cosa fare a New York: Street Art in metropolitana

Cosa fare a New York: scoprire Pomander Walk, un villaggio dell’Inghilterra vittoriana nel bel mezzo dell’Upper West Side

Ma ve lo immaginate voi un piccolo villaggio dell’Inghilterra vittoriana nel bel mezzo dell’Upper West Side?

Incredibile, eppure è così.

Venendo dalla Broadway e svoltando sulla 95th Street, in prossimità dell’incrocio con West End Ave si iniziano ad intravedere delle singolari costruzioni in malta, stucco, mattoni e legno che poco hanno a che fare con l’architettura dell’Upper West Side.

Cosa fare a New York: scoprire Pomander Walk, un villaggio dell’Inghilterra vittoriana nel bel mezzo dell’Upper West Side

Si tratta di Pomander Walk, un piccolo ghetto di case in stile Tudor risalente al 1922 e perfettamente conservato.

Il nome molto probabilmente si riferisce ad una vecchia commedia romantica dei primi del ‘900 ambientata nel paesino di Chiswik, vicino Londra.

Nel 1920 l’impresario teatrale Thomas Healy decise di acquistare il terreno in questione per costruire un grande albergo di lusso.

Nell’attesa dei progetti (e dei finanziamenti) fece costruire il ghetto di Pomander Walk riproducendo fedelmente il villaggio della sua commedia preferita per cercare di affittare le case e riuscire ad incrementare il capitale necessario per l’edificazione dell’avveniristico hotel.

Purtroppo Thomas Healy morì nel 1927 e l’hotel fantasmagorico che aveva progettato non venne più costruito, rimase però questo piccolo villaggio vittoriano le cui case nel frattempo avevano attratto l’attenzione di ricchi imprenditori locali che le acquistarono per poi rivenderle a prezzi esorbitanti.

Cosa fare a New York: scoprire Pomander Walk

Cosa fare a New York: scoprire Pomander Walk

Oggi Pomander Walk è annoverato nella New York City Landmarks Preservation Commission come quartiere di notevole importanza storica nell’evoluzione cittadina ed il valore delle sue case si aggira sui 2 milioni di dollari.

L’area è privata e non è sempre possibile entrare, il consiglio è di provare ad entrambi gli ingressi che sono rispettivamente sulla 95th e sulla 94th Street.

Provate a suonare il campanello –  se non avete la fortuna di trovare il cancello aperto come è capitato a me – e chiedete al custode il permesso di fare un giro veloce per ammirare l’architettura delle case e le bellissime windowboxes, per ritrovarvi come per magia, anche solo per pochi minuti, in un piccolo centro della campagna londinese nel bel mezzo dell’Upper West Side!

Pomander Walk si trova nell’isolato compreso tra la 95th e la 94th Street angolo Broadway, ci si arriva facilmente grazie all’adiacente fermata metro 1-2-3 linea rossa della 96th Street.

Cosa fare a New York: Pomander Walk tra le costruzioni dell’Upper west Side

Cosa fare a New York: i preziosi decori Art Déco del French Building

Il Fred F. French Building è uno di quei meravigliosi edifici “a rientranza” che adornano la 5th Ave nel suo tratto più spettacolare, quello tra la 42th e la 59th Street.

Secondo un piano regolatore dei primi del ‘900 gli edifici di Midtown superato un certo numero di piani dovevano rientrare di una determinata misura rispetto alla distanza dalla strada, ovvero diventare letteralmente edifici “a scala” per fare in modo che la parte più alta finisse con l’occupare il 30% massimo dell’area totale della costruzione.

Fred F. French Building, l’ingresso

Il French Building, bellissimo esempio di art déco con influenze orientaleggianti babilonesi, ne è un esempio pregevole già a partire dall’esterno.

Ma la vera sorpresa è nei locali dell’atrio, in cui potete accedere senza alcun problema chiedendo magari ai portieri – di solito estremamente gentili e loquaci – di poter scattare qualche foto e di mostrarvi qualche particolare insolito.

Un vero e proprio omaggio all’arte ed alle influenze mesopotamiche, fatto di volute meravigliosamente decorate, fregi color oro riproducenti animali biblici e le porte degli ascensori in bronzo che ricordano i grandi varchi d’accesso alle città imperiali babilonesi.

Cosa fare a New York: visitare l’interno del Fred F. French Building

Cosa fare a New York: l’interno del Fred F. French Building, particolari

Il Fred F. French Building si trova al 551 della 5th Ave, all’angolo con la 45th Street.

Provenendo da sud iniziate a cercarlo già a partire dall’incrocio con la 44th Street in modo da riuscire a notare e fotografare la singolare architettura esterna “a scala”.

Cosa fare a New York: il Fred F. French Building, visto dall’incrocio con la 44th St.

Cosa fare a New York: venerdì sera alla J. P. Morgan Library

Cosa fare a New York il venerdì pomeriggio?

Approfittare – da veri “locals”, che in fatto d’arte la sanno lunga – della free entrance dalle 19 alle 21 per scoprire The Morgan Library & Museum, uno dei luoghi d’arte, passioni, innovazione e cultura più accattivanti della città.

Cosa fare a New York: l’interno del Fred F. French Building, particolari

Una collezione privata di oggetti, quadri e libri preziosissimi fortemente voluta dal banchiere John Pierpont Morgan nel 1902, aperta al pubblico nel 1924 ed incorniciata ed ampliata nel 2006 dall’innovativo progetto architettonico di Renzo Piano.

Nel mezzo i decori e la magia della Old Library ed i testi antichi più rari e preziosi, tra cui ben tre copie originali della Bibbia di Gutenberg, alcuni spartiti originali di Mozart, uno dei mappamondi da tavolo più antichi al mondo, la prima edizione di Frankenstein con annotazioni autografe di Mary Shelley e quella di Alice nel Paese delle Meraviglie, solo per citarne alcuni.

Cosa fare a New York: scoprire The Morgan Library & Museum

The Morgan Library & Museum, particolari

Ed ancora mostre itineranti, l’arte che spazia in mille forme diverse ed un aperitivo accompagnato dal suono di un indimenticabile duo jazz sullo sfondo.

Posso dirvelo?!
Uno spettacolo per tutti, in ogni senso.

La Morgan Library si trova al 225 di Madison Avenue, a pochi minuti a piedi dall’Empire State Building.

Cosa fare a New York, una delle tre originali Bibbie di Gutenberg

Cosa fare a New York: colazione sul set di Taxi Driver, da Hector’s Café & Diner

Hector’s Cafe & Diner è un vecchio locale del Meatpacking District.

Risale al 1949, al periodo in cui l’intero quartiere era disseminato di Macelli ed al posto delle attuali scintillanti boutique di lusso sorgevano magazzini e piccoli spacci di carne.

Mangiare in questo diner, fermo nel tempo a più di 50 anni fa, è una delle esperienze più local che si possono fare in città per quel che concerne il cibo e l’ambientazione.

Il locale è davvero molto semplice, tavoli in formica, sedili in plastica e gambe in ferro arrugginite dal tempo, luci soffuse ed un bancone che sembra venuto fuori da una serie degli anni’60, zero turisti ed un menu spettacolare ed incredibilmente economico.

Tra cui un super special breakfast, omelets, eggs and bacon, almeno 5 differenti tipi di pancakes, wraps, burgers e patate fritte giganti, milkshakes, sandwiches ed un caffè nero dal sapore decisamente strong.

Lo special breakfast di Hector’s

L’interno vi sembrerà familiare perché il locale ha fatto da sfondo a serie tv come Law & Order e film del calibro di Taxi Driver.

Si racconta che Martin Scorzese si sia letteralmente innamorato di questo diner al punto da definirlo – parole testuali – un set naturale ed utilizzarlo per alcune sequenze del film senza modificare nulla dell’arredo originario.

L’Hector Cafe & Diner si trova all’angolo tra Little West 12th Street (al civico 44) e Washington Street ed è aperto tutti i giorni dalle 2 di notte alle 21 di sera.

Cosa fare a New York: colazione o pranzo da Hector’s breakfast

Cosa fare a New York: visitare l’ultima autentica Little Italy di Arthur Ave, nel Bronx

Ma esiste ancora a New York un’autentica Little Italy?

Una domanda che – a ragione, considerato quello che è capitato a Manhattan e sta capitando negli altri borough newyorkesi che si stanno aprendo al turismo – mi viene fatta spesso.

La risposta la trovate nel Bronx, in Arthur Ave, nel cuore più vero e vivo della comunità italiana locale.

Cosa fare a New York: visitare l’ultima autentica Little Italy di Arthur Ave, nel Bronx

Ho avuto la possibilità di scoprirla in compagnia di Richard un commerciante di aromi e sementi – il tutto di origine rigorosamente italiana – e di Roberto, lo chef della trattoria “Zero, otto nove” (per chi non lo sapesse, il prefisso telefonico di Salerno) e confesso di essermi genuinamente emozionata.

Ogni piccolo shop è un’esperienza sensoriale di sapori, profumi, colori, persino accenti delle regioni italiane di provenienza. Tanti sorrisi, pacche sulle spalle, abbracci solo per il fatto di “arrivare da lì”, e un bel pò di caffè (rigorosamente espresso, guai a parlare di “americano” da queste parti) spesi a parlare della “nostra” bella Italia che non si dimentica, proprio come avveniva 100 anni fa.

E poco importa se oggi tornare per qualche giorno a “casa” non è poi così complicato come una volta, la comunità di Arthur Ave è forte, compatta e motivata nel mantenere viva la propria tradizione, guai a credere il contrario e a fare ironia su questo.

Little Italy, Arthur Ave, nel Retail Market

Little Italy, Arthur Ave, negozi tipici

Little Italy, Arthur Ave, negozi tipici

Richard che è di origini abruzzesi e lavora nel Retail Market – un mercato locale di prodotti tipici italiani talmente vivo, vero ed autentico da far perdere la cognizione dello spazio e pensare di essere in Italia – mi ha portato alla scoperta dei banchi di cibo, frutta e verdure raccontandomi la storia della sua famiglia e mostrandomi orgoglioso una foto d’epoca in cui suo padre vendeva piante e sementi (proprio come lui oggi) tra la folla di immigrati di Arthur Ave.

Un fermo immagine toccante e suggestivo che ora fa bella mostra di se all’ingresso del market e che ha permesso a questa strada di essere inserita tra le 5 più belle d’America del 2016.

Little Italy, Arthur Ave, con Richard nel Retail Market

Arthur Ave si trova nella zona di Belmont, poco distante dal Bronx Park, dal New York Botanical Garden e dal Bronx Zoo, e si sviluppa lungo un tratto di strada che va dall’incrocio con la 187th St. a quello con la 183th Street.

Il modo più semplice per arrivarci è utilizzare la Metro North che parte da Grand Central Terminal, scendere alla fermata Fordham e proseguire a piedi per circa 10 minuti lungo la Third Ave per poi svoltare sulla 187th.

Cosa fare a New York: passeggiare per la Little Italy di Arthur Ave

Cosa fare a New York: a “caccia” di storie e sepolcri celebri nel Woodlawn Cemetery

Più che un cimitero il Woodlawn Cemetery sembra un’immensa oasi di pace e relax nel bel mezzo di quel melting pot variegato e caotico che è oggi il Bronx.

Non è la prima volta che mi capita segnalare un cimitero monumentale americano e soprattutto far notare quanto questi luoghi si siano trasformati nel tempo in veri e propri musei a cielo aperto con tanto di opere d’arte di notevole importanza e tour alla scoperta dei sepolcri (e delle storie) di personaggi celebri.

Cosa fare a New York: visitare il Woodlawn Cemetry

Il mio suggerimento è di scaricare la nuova App completamente dedicata all’esplorazione del Woodlawn Cemetery – disponibile sia per iOS che per Android – e tracciare un itinerario in base ai sepolcri che desiderate visitare.

Posso offrirvi qualche spunto, alcuni nomi e l’accenno ad un racconto davvero toccante?

Avrete modo di rendere omaggio a figure del Jazz come Miles Davis, Duke Ellington, Lionel Hampton ed ancora ad amatissimi ed indimenticati “italiani” che si sono fatti onore nel “nuovo mondo” come uno dei più noti sindaci di New York, Fiorello La Guardia o anche scrittori ed artisti come Herman Melville e sportivi, come il mitico Babe Ruth dei Ny Yankees, uno dei più grandi giocatori di baseball di tutti i tempi.

Cosa fare a New York: visitare il sepolcro di Fiorello la Guardia al Woodlawn Cemetry

Il sepolcro di Herman Melville

E a proposito di racconti, ricordate i tragici eventi relativi all’affondamento del Titanic?

Al Woodlawn Cemetery avrete modo di rivivere una delle più toccanti storie d’amore del grande transatlantico visitando la cappella funeraria degli Straus, la famiglia di magnati proprietaria dei magazzini Macy’s.

I coniugi Isidor ed Ida – ricchissimi viaggiatori di prima classe – scelsero di morire assieme piuttosto che separarsi in quella gelida notte del 14 aprile 1912.

Per la precisione Ida, che aveva la possibilità di salire sulla scialuppa e salvarsi, scelse di lasciare il posto alla sua governante e di restare al fianco del marito aggiungendo… “abbiamo vissuto insieme per 40 anni, moriremo assieme“.

Cosa fare a New York: visitare il cenotafio di Isidor ed Ida Straus

Nei giorni successivi al naufragio fu recuperato solo il corpo di Isidor, nessuna traccia di Ida.

Così i familiari decisero di costruire – a ricordo imperituro dei due e del loro grande amore – all’ingresso della tomba di famiglia dove è ancora sepolto Isidor, proprio nel Woodlawn Cemetery, un cenotafio a forma di transatlantico con un’incisione laterale, da una citazione dal Cantico dei Cantici.

“Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né fiumi travolgerlo”

 

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