Dalle Hawaii a New York, riflessioni da aeroporto

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Dalle Hawaii a New York, riflessioni da aeroporto

Aeroporto di Honolulu, Hawaii


Oltre l’est l’alba, oltre l’ovest il mare, e tra l’est e l’ovest la sete del viaggiatore che non mi dà pace

(Gerald Gould)

Niente più di queste parole possono descrivere il mio stato d’animo degli ultimi giorni.

Seduta nella sala di aspetto del gate 26 dell’aeroporto di Honolulu attendo, un pò scombussolata ed assonnata dai frequenti cambi di fuso orario e dall’itinerario serrato che mi sono imposta, l’imbarco per il volo (il sesto in 20 giorni) che mi porterà nel giro di 9 ore circa a New York.
Il tempo di un’occhiata alle emails, di uno spuntino, di un caffè (l’ennesimo) e di qualche riflessione.

Aeroporto di Honolulu, Hawaii

Aeroporto di Honolulu, Hawaii

Sapevo che questa esperienza di viaggio, decisamente diversa da tutte le altre avute in precedenza, mi avrebbe dato tanto in termini di conoscenza ed arricchimento, permettendomi di passare da una cultura all’altra e da un continente all’altro, superando la famosa Linea del Cambio di Data, nel giro di una dozzina di ore di volo a tratta.

Sapevo che questo mi avrebbe permesso di percepire ancora e di più le incredibili varietà pulsanti di un mondo che non smette mai, nel bene e nel male, di sorprendermi.

Sapevo che mi sarei sentita ancora una volta piena, appagata e genuinamente felice, complice l’indiscussa presenza di un eccezionale compagno di viaggio e di vita.

Sapevo, tuttavia, che organizzare ma soprattutto gestire da sola e vivere live, imprevisti inclusi, un Giro del Mondo non era cosa da poco.

Una grande occasione certo, decisamente impegnativa però in termini di responsabilità, professionalità e stanchezza dovuta principalmente al continuo e repentino cambio di fuso orario (credo che il mio organismo abbia iniziato a sviluppare un parallelo tutto suo).

Il sesto volo del mio Giro del Mondo, dalle Hawaii a New York

Il sesto volo del mio Giro del Mondo, dalle Hawaii a New York

Così mi ritrovo nel bel mezzo dell‘Oceano Pacifico, superato il giro di boa di questa ennesima avventura, a ragionare, nostalgica e riflessiva, su quello che mi lascio alle spalle e ad immaginare, ansiosa ed eccitata come sempre, quello che ancora mi aspetta.

Ed in questa antitesi di pensieri e riflessioni riemerge il mio essere innanzitutto viaggiatrice.

Esplorando i fondali delle Hawaii in sottomarino

Esplorando i fondali delle Hawaii in sottomarino

La gioia della scoperta, l’emozione dell’incontro, il sapore agrodolce della partenza, l’eccitante attesa dell’aspettativa e la stanchezza nell’inseguire un percorso che, per quanto complesso ed impegnativo, alla fine non é mai troppo lungo.

Mahalo Hawaii… New York, i’m coming.

 

9 Comments

  1. Anna ha detto:

    Mi hai fatto venire una gran voglia di partire adesso, ma che brava sei??

  2. Marika ha detto:

    Simo a volte ci penso, sai?
    A questa cosa che forse il blog ci spinga un pò ad abbandonare la purezza dell’essere viaggiatori, la genuinità della scoperta. A volte e bene ricordarsi che siamo viaggiatori prima che blogger, proprio come hai fatto tu 🙂

    • Simona ha detto:

      Confesso che a volte non e’ facile riuscire a scindere le due cose, specie quando il blog inizia a trasformarsi in qualcosa di piu’ di una semplice passione.
      Poi pero’, per fortuna, ci pensa il viaggio stesso a ricordarti chi sei e cosa e’ veramente importante per te!!
      Un abbraccio Marika 🙂

  3. Monica ha detto:

    ti sto seguendo con tanto, ma tanto interesse. Però ad ogni nuovo volo mi viene un groppo allo stomaco x te e, arrivata verso la fine dei tuoi spostamenti, mi si sta delineando chiara la consapevolezza che il giro del mondo non fa proprio x me.
    Mai dire mai è il mio motto, quindi non dico che non lo farò mai. Ma se dovessi farlo vorrei avere a disposizione almeno 80 giorni e una decina di tappe intermedie in più!
    Forza Simo, siamo tutti qui a fare il tifo x te 🙂

    • Simona ha detto:

      Grazie Monica!!
      80 giorni, purtroppo, son tanti anche per me.
      Comunque, se devo essere sincera, a parte questo ultimo cambio di fuso non ho avuto particolari problemi 😉

  4. Liliana Monticone ha detto:

    Ecco io invece a differenza di Monica, il giro del mondo lo farei partendo tra un’ora (la distanza tra l’aeroporto e casa mia!) e va bene stare in giro 8 ore, 80 ore, 800 ore e anche 800 giorni!
    Quindi se qualcuno ha qualche offerta… a 8 euro massimo, mi faccia sapere, che io per viaggiare non ho MAI problemi! Ahahahahaha!!!

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