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Hawaii, Ohau Island, 7 dicembre 1941: attacco a Pearl Harbor

L'ingesso dell'Arizona Memorial...

La seconda guerra mondiale per gli americani é cominciata qui.

Hawaii, isola di Ohau, base navale di Pearl Harbor, Pacific National Monument of Second World War. Una visita doverosa e molto toccante per scoprire, capire e conoscere i tragici avvenimenti del 7 dicembre 1941.

Quello che una volta era considerato uno dei numerosi paradisi hawaiani, Pearl Harbor, letteralmente baia delle perle, oggi é tristemente famoso per ciò che accadde appunto la mattina del 7 dicembre.

Benvenuti a Pearl Harbor...

In una calda domenica di dicembre i Giapponesi attaccarono di sorpresa la flotta americana, quasi tutta presente in rada, bombardando e distruggendone gran parte.

Fu un’ecatombe, morirono più di duemila marines americani e moltissimi civili.

La Corazzata Arizona, colpita in pieno da un missile, affondò in breve tempo portando con sè quasi 2000 marinai che a tutt’oggi giacciono ancora sepolti lì.

Il superstite veterano e mio amico, ormai.... Alfred Rodriguez

La visita al memoriale, rigorosamente gratuita, permette attraverso tabelle illustrative, cimeli ed un interessante ed inedito filmato d’epoca di comprendere esattamente come si svolsero i fatti nel giorno dell’infamia, fu così che lo definì Franklin Delano Roosevelt, il presidente degli Usa all’epoca dei fatti, nel discorso alla nazione di pochi giorni dopo quando decretò l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America, un evento che cambiò inesorabilmente l’esito finale del conflitto.

A

Il percorso all’interno del memoriale prosegue con l’emozionante visita a bordo dell’Arizona.

Sulla corazzata, adagiata sul fondo del canale, é stato costruito un piccolo ponte dal quale si può osservare la parte superiore della nave immediatamente sotto la linea di galleggiamento, un muro di marmo ricorda i nomi di quanti sono affondati con essa e dei sopravvissuti che una volta morti scelgono di farsi seppellire assieme ai loro compagni.

Ancora sono visibili chiazze di olio del vecchio carburante che fuoriescono dalla corazzata, una sorta di leggenda vuole che quando l’ultimo dei sopravvissuti ritornerà all’Arizona, allora la nave si sigillerà per sempre e nulla potra’ piu’ uscire od entrare.

Al rientro sulla terraferma ci si può fermare a chiacchierare con alcuni dei superstiti, ormai anziani, di quel giorno terribile. Davvero disponibili e con un’ottima memoria, tra un’aneddoto ed un momento di profonda commozione saranno ben lieti di rispondere a tutte le vostre domande sull’argomento.

La USS Missouri...vista dalla corazzata Arizona

Una curiosità.

Proprio di fronte l’Arizona Memorial c’é la Corazzata USS Missouri. A bordo, una lapide ne commemora l’evento, il 2 dicembre 1945 fu firmata la resa del Giappone, chiudendo così la seconda guerra mondiale.

Due corazzate, l’una davanti all’altra, stanno lì ad indicare l’inizio e la fine di uno dei periodi più bui della storia mondiale.

Arizona Memorial Wall Vista sull'Arizona e la Missouri L'Arizona Memorial...

 

 

Ieri, 7 dicembre 1941 – una data che resterà segnata dall’infamia – gli Stati Uniti d’America sono stati improvvisamente e deliberatamente attaccati da forze aeree e navali dell’Impero del Giappone.

Gli Stati Uniti con loro erano in pace e su sollecitazione Giapponese, eravamo ancora in fase di colloquio, col loro governo e con l’imperatore, per mantenere questo status nel area Pacifica. In realtà, un’ora dopo squadroni aerei giapponesi aveva iniziato i bombardamenti sull’isola americana di Oahu, l’Ambasciatore giapponese negli Stati Uniti e il suo collega hanno consegnato al nostro Segretario di Stato una risposta formale ad un recente messaggio americano. Sebbene questa risposta affermava che sembrava inutile proseguire i negoziati diplomatici in corso, non conteneva alcuna minaccia o accenno di guerra o attacco armato.

Verrà ricordato che la distanza delle Hawaii dal Giappone rende evidente che l’attacco sia stato deliberatamente programmato molti giorni o addirittura settimane fa. Nel contempo il governo giapponese ha intenzionalmente cercato di ingannare gli Stati Uniti con false dichiarazioni e espressioni di speranza a favore di una pace duratura. 

L’attacco di ieri sulle isole hawaiane ha causato gravi danni alle navali americane e alle forze militari. Mi spiace dirvi che molti americani hanno perso la vita. San Francisco and Honolulu. Inoltre, le navi americane sono state bersaglio di siluri in alto mare tra San Francisco e Honolulu.

Ieri anche il governo giapponese ha lanciato un attacco contro Malaya.
La scorsa notte le forze giapponesi hanno attaccato Hong Kong.
La scorsa notte le forze giapponesi hanno attaccato Guam.
La scorsa notte le forze giapponesi hanno attaccato le Isole Filippine.
Ieri sera, i giapponesi hanno attaccato Wake Island.

E questa mattina, i giapponesi hanno attaccato le Isole Midway.

Il Giappone ha dunque intrapreso un’offensiva a sorpresa estesa a tutta l’area del Pacifico. I fatti di ieri e di oggi parlano da soli. Il popolo degli Stati Uniti si è già fatto un opinione e ben comprende le implicazioni per la vita e la sicurezza della nostra nazione.

Come comandante in capo della Marina militare ho disposto che tutte le possibili misure siano prese per la nostra difesa, noi ricorderemo in quale maniera siamo stati attaccati. Non importa quanto tempo ci dovremo prendere per superare questa invasione premeditata, il popolo americano, con la forza della ragione, vincerà con un vittoria schiacciante.

Credo di interpretare la volontà del Congresso e del popolo, quando dico che non solo ci difenderemo fino all’ultimo, ma faremo in modo che questa forma di tradimento, per noi, non sia mai più un pericolo.

L’ ostilità esiste. Non vi è alcun dubbio per il fatto che il nostro popolo, il nostro territorio e i nostri interessi siano in grave pericolo.

Con la totale fiducia nelle nostre forze armate, con l’illimitata determinazione del nostro popolo, si otterrà l’inevitabile trionfo. Così Dio ci aiuti.

Chiedo che il Congresso dichiari che, fin dall’attacco non provocato e codardo da parte del Giappone della Domenica, 7 dicembre 1941, esista uno stato di guerra tra gli Stati Uniti e l’Impero giapponese.

(Franklin D. Roosevelt – 8 dicembre 1941, Congresso degli Stati Uniti d’America)

 

 

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