Stati Uniti ancora, perché?!

Poco più di un mese e poi sarà ancora viaggio, sarà ancora Stati Uniti.

On the road... California!!

On the road… California!!

Dopo l’ennesimo e diverso giro negli States, apparentemente paga, mi ero quasi convinta.

Era ora di pensare all’Australia, mi stuzzicava l’idea di trascorrere un mese, spaziando, tra auto, voli aerei e bus, dalle grandi cittò fino all’outback, per conoscere questa terra, le sue origini, la sua cultura aborigena, una nuova avventura che aveva gia iniziato a prendere forma.

Poi però é successo qualcosa, una frase in un discorso tra amici, un accenno ad un luogo ancora non visto lungo il Mississippi nel quale ho davvero lasciato una piccola parte di cuore (il resto credo sia sparso a pezzettini in giro per il mondo) ed ecco che in pochi minuti ho compreso che la mia esplorazione degli Stati Uniti non era ancora terminata o forse semplicemente non ne avevo ancora abbastanza.

Così, rimessa l’Australia nel cassetto della mia scrivania mi sono gettata, con l’entusiasmo di una bambina appena entrata in un immenso negozio di variopinte e profumatissime caramelle, nell’organizzazione di questo ennesimo viaggio “on the road” lungo la parte nord del Mississippi fino ad arrivare al Texas.

Happy Halloween... in New England!!

Happy Halloween… in New England!!

Stati Uniti, ancora… il perchè l’ho scoperto negli anni, on the road.

Viaggiare in America é come affondare un coltello caldo in un pane di burro scrive Vittorio Zucconi, nulla da aggiungere é esattamente così.

Una volta conosciute le grandi, accecanti, platinate, affollate, caotiche megalopoli che in modo apparentemente disorganico si distribuiscono in questo vastissimo territorio, sale il desiderio di prendere una macchina e spingersi oltre, proprio dove all’inizio sembra che non ci sia poi granchè.

Ed invece é lì, oltre una sgangherata tavola calda, oltre le insegne luminose di un vecchio motel e gli sbiaditi cartelli stradali di una strada di provincia, oltre quella graziosa cittadina sistemata nel bel mezzo del nulla, sopravvissuta ad una guerra di secessione e alle lotte per i diritti civili, oltre i racconti di un vecchio veterano del Vietnam, oltre le zucche di Halloween, oltre i piccoli originalissimi musei incontrati per caso e per fortuna lungo il percorso, oltre una fetta di deliziosa e profumata torta di mele con lo sciroppo d’acero… che si nasconde la vera America, quella che si lascia attraversare, che si fa conoscere ed assaporare, che ti racconta una vecchia storia lasciandoti poi col desiderio di saperne di più.

Quella dei grandi spazi, della libertà, intesa in tutte le sue sfumature, della possibilità, dei contrasti, degli eccessi, delle fattorie, dei piccoli centri, del Blues, del Jazz e del Rock, del patriottismo e delle bandiere orgogliosamente esposte sulle verande, della democrazia a tutti i costi, l’America di Lincoln, di Martin Luther King, di Kerouac, di Kennedy, di Elvis, di Armstrong.

La promenade lungo l'East River

Brooklyn, la promenade lungo l’East River

Emozioni, sensazioni, percezioni che cambiano in base al viaggiatore che, difficile ed esigente che sia, da qualsiasi parte del mondo provenga, in questa vasta terra riesce sempre a trovare un pò di quello che cerca.

Il mio nuovo viaggio in America comincia, o forse non si é mai interrotto, da qui.

Ormai ne sono sicura, nessun dubbio, se esiste un Mal di States io ne sono decisamente affetta.

Nell'eccentrica e modaiola Martha's Vineyard

Nell’eccentrica e modaiola Martha’s Vineyard

 

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