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US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere per rivivere i momenti salienti della conquista dei Diritti Civili nel Sud USA degli anni ’50 e ’60

In Inglese

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere, l’itinerario ed i consigli per rivivere i momenti salienti della conquista dei Diritti Civili nel Sud USA

Per comprendere attraverso percorsi tematici e cinematografici, in città, luoghi e musei – anche più insoliti rispetto a quelli ormai noti che noi tutti oggi celebriamo in occasione del Martin Luther Day – la storia, le scelte difficilissime, le reali difficoltà che uomini e donne afroamericane affrontarono negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso per scardinare il violento, radicato ed opprimente sistema di segregazione razziale sviluppatosi tra la fine dell’800 e i primi 50 anni del 1900 in molti stati USA, specialmente in quelli del Sud.

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere, Selma Alabama, Edmund Pettus Bridge

Lo US Civil Rights Trail è nato nel 2015 dall’idea di Jonathan Jarvis, capo del National Parks Service, di ottenere lo stato di UNESCO World Heritage Site per tutti i siti d’importanza culturale e storica legati ai diritti civili negli USA.

Più di 100 siti identificati in 15 stati, mappati ed inseriti nel Trail, molti dei quali sconosciuti ai più.

Luoghi che hanno segnato la storia e evoluzione dei Civil Rights e che – ognuno nei suoi modi e tempi, con racconti ed esperienze differenti – contribuiscono in maniera rilevante a spiegare ciò che accadde circa 70 anni fa attraverso percorsi emozionali ed educativi.

Di seguito il mio personale US Civil Rights Trail in 5 luoghi da non perdere, le esperienze per me più forti, intense e significative da inserire in un roadtrip nel Travel South USA.

“What happened here changed the world” 

(US Civil Rights Trail Official Site)

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere, Atlanta, Georgia, tomba di Martin Luther King e sua moglie Coretta all’interno del Martin Luther King National Historic Site

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere: breve itinerario in Alabama, da Selma a Birmingham

Intraprendere un viaggio in Alabama – magari nel corso di un lungo on the road negli Stati Uniti del Sud – significa anche scegliere di seguire una parte importante del percorso forte, intenso ed emozionante dello US Civil Rights Trail.

Da Selma a Montgomery, a Birmingham per scoprire e rivivere (nei luoghi in cui avvennero) alcuni dei momenti più importanti, dolorosi e significativi della lotta contro la segregazione degli afroamericani negli anni ’50 e ’60 ed a quella per il loro diritto al voto, o al semplicissimo diritto di scegliere di sedersi, di bere o di utilizzare le toilettes pubbliche liberamente.

Viaggio in Alabama: “Selma to Mongomery”, murales

Dalla marcia di Martin Luther King, da Selma a Montgomery per il diritto al voto, al rifiuto di Rosa Parks di cedere – sempre a Montgomery –  il suo posto sull’autobus ad un uomo bianco rimasto in piedi.

Fino ad arrivare all’assassinio del 15 settembre 1963 quando due membri del Ku Klux Klan fanno esplodere una bomba – una delle tante, al punto da trasformare il nome della città in “Bombingham” – nella 16th Street Baptist Church massacrando 4 ragazzine afroamericane che si preparavano per la messa nelle stanze del seminterrato e gettando nel terrore e nella disperazione l’intera comunità.

Qui l’itinerario completo.

Viaggio in Alabama: Edmund Pettus Bridge

Viaggio in Alabama: Rosa Parks Museum, Montgomery

On the road nel Sud USA: Birmingham Civil Rights Institute, Alabama

16th Street Baptist Church, 16th Street Baptist Church, Birmingham, Alabama

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere: Atlanta, Georgia, viaggio nei luoghi di Martin Luther King

I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed:

“We hold these thruts to be self-evident, that all man are created equal.”

(Martin Luther King)

Parole forti, note a tanti oggi, pronunciate il 28 agosto del 1963 sulle scale del Lincoln Memorial di Washington DC da Martin Luther King.

Capo morale di un movimento non violento nato nei sobborghi urbani dell’Alabama che riuscì in breve tempo a mettere fine, almeno da un punto di vista legale, al sistema di discriminazione razziale fortemente radicato fino ad allora nella cultura di una buona parte Stati Uniti d’America.

Pastore protestante, attivista della resistenza non violenta, premio Nobel per la Pace nel 1964 assassinato a Memphis, con un colpo di fucile alla testa, il 4 aprile del 1968.

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perder: Martin Luther King National Historic Site, casa natale, Sweet Auburn, Atlanta, Georgia

Ritrovarsi nella calda ed accogliente Atlanta, capitale della Georgia, per intraprendere un road trip negli Stati del Sud, significa anche visitare il Martin Luther King National Historic Site per aver modo di esplorare il quartiere afroamericano di Sweet Auburn, e accedere alla casa natale di King, alla Ebenezer Baptist Church, la chiesa dove il nonno, il padre e lo stesso Martin predicarono, ed al Visitor Center con annesso museo ed al luogo in cui oggi riposa assieme a sua moglie Coretta.

Qui il percorso completo.

Verso Sweet Auburn, il quartiere di Martin Luther King

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere: Memphis, Tennessee, Lorraine Motel

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere: Jackson, Mississippi,  la storia ed i luoghi di Medgar Evers, la faccia meno nota dei Civil Rights

Quando si pensa ad un viaggio negli USA dei Diritti Civili inevitabilmente si cercano le locations collegate alla figura di Martin Luther King. Pochi sanno che in realtà il 1960s Civil Rights Movement fu un movimento sociale e politico diffuso che vide impegnate (spesso a scapito della propria vita) più personalità carismatiche afroamericane nella lotta contro la discriminazione e la segregazione razziale.

Uomini semplici divenuti con le loro azioni non solo simboli di speranza in uno dei periodi più bui e difficili degli Stati Uniti d’America ma anche esempi di coraggio e forza morale per le generazioni successive. Come nel caso di Medgar Evers.

Viaggio negli USA dei Diritti Civili: Medgar Evers

Eroe di guerra, attivista per la lotta non violenta in Mississippi e successivamente leader dell’RCNL, the Regional Council of Negro Leadership, Medgar divenne il bersaglio “perfetto” del Ku Klux Klan e dei fanatici razzisti dello Stato del Mississippi. Fu assassinato il 12 giugno del 1963 con un colpo di fucile alle spalle mentre rientrava nella casa di famiglia di Jackson, morì tra le braccia di sua moglie circondato dai suoi figli.

Fin da subito si individuò il suo assassino in Byron De La Beckwith, un anonimo commerciante di fertilizzanti membro del Ku Klux Klan, ma ci vollero ben tre processi, circa 30 anni, la determinazione di sua moglie Myrlie e la tenacia di un giovane avvocato progressista in un Mississippi ancora legato ai retaggi del suo passato, per farlo dichiarare colpevole il 5 febbraio del 1994 e fargli trascorrere in carcere gli ultimi anni della sua vita.

La sua storia è raccontata nel film del 1996 Ghosts of Mississippi, con Alec Baldwin e Whoopi Goldberg, candidato a due Premi Oscar ed al Golden Globe nel 1997.

 

 

Oggi a Jackson, Mississippi, è possibile rivivere la sua storia – e quella degli uomini e delle donne che come lui diedero la vita per la causa dei Civil Rights – attraverso la visita di tre luoghi molto importanti, la sua casa, oggi divenuta  Medgar Evers Home Museum, lo Smith Robertson Museum prima scuola pubblica del Mississippi per bambini di colore divenuta oggi un museo ed un centro culturale dove studiare, conoscere e comprendere attraverso sale interattive e cimeli la dolorosa epopea del popolo afroaemricano, ed il nuovo ed emozionante Mississippi Civil Rights Museum.

Qui l’itinerario completo.

Viaggio negli USA dei Diritti Civili: Medgar Evers Home Museum

Viaggio negli USA dei Diritti Civili: La segregazione razziale nel Mississippi degli anni’50 e ’60

Viaggio negli USA dei Diritti Civili: Smith Robertson Museum

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere: viaggio in Mississippi sulle tracce del libro e del film The Help

The Help, tratto dall’omonimo romanzo di Kathryn Stockett, racconta con delicatezza e con sorprendente ironia le problematiche legate all’integrazione degli afroamericani nell’America dei primissimi anni ’60, affrontando nel particolare le difficili condizioni di vita delle domestiche di colore al servizio delle ricche famiglie bianche in una Jackson, capitale dello stato del Mississippi, letteralmente divisa in due da un’opprimente segregazione razziale.

The Help, la locandina del film

La storia si svolge tra l’estate e l’autunno del 1963 ed é raccontata attraverso le azioni ed i pensieri di tre personaggi femminili, tre donne eccezionali, differenti tra loro per carattere ed estrazione sociale eppure profondamente motivate ed unite dal desiderio di provare a cambiare, anche a rischio della loro personale incolumità, con la pubblicazione di un “libro denuncia” un modo di pensare ingiusto ed il più delle volte crudele.

 

 

Qui trovate l’itinerario completo dei luoghi legati all’autrice – The Help è un romanzo fortemente autobiografico – ed alle pagine ed alle scene più significative del film.

Da Jackson a Greenwood e Clarksdale, per scoprire il Mississippi con una chiave di lettura emozionante, intensa, vera.

On the road nel Sud USA: Jackson, Mississippi. Itinerario nei luoghi di The Help

Mississippi on the road: Brent’s Drugs, The Help tour Locations

La casa natale di Kathryn Stockett, Jackson

The Help Tour Locations: Il giardino di Whittington Farm

Mississippi on the road, Greenwood

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere: nei luoghi di Ruby Bridges, la bimba nera che sfidò i segregazionisti di New Orleans

Esiste un’immagine, forse sarebbe meglio dire un quadro, in grado di raccontare l’intera vicenda di Ruby con una potenza evocativa talmente forte da rendere difficile l’uso di qualsiasi parola dopo, si tratta di The Problem We All Live With (1963), dipinto da uno dei più noti ed apprezzati illustratori americani del ‘900, Norman Rockwell.

Viaggio negli Stati Uniti: “The Problem We All Live With”, Stockbridge, Norman Rockwell Museum

Ruby Bridges, una bambina di 6 anni che nel 1960, dopo aver superato il difficile esame d’ammissione, supportata dalla sua coraggiosa mamma Lucille, sfida un mondo di pregiudizi e odio entrando come prima scolara afro-americana – scortata da quattro U.S Marshall, la guardia speciale fornitagli da un’altrettanto determinato Presidente Dwight Eisenhower – alla William Frantz Elementary School di New Orleans, una scuola frequentata da soli bambini bianchi.

Ricorderà in seguito, parlando del suo arrivo a scuola “in realtà ho pensato che fosse Martedì Grasso. C’era una grande folla di persone al di fuori della scuola. Stavano gettando le cose e gridavano, quelle cose che di solito capitano durante il Mardi Gras”, suscitando l’ammirazione degli stessi agenti di scorta che parleranno poi di lei come di “una bambina molto coraggiosa che non ha mai pianto né piagnucolato.

Ruby Bridge scortata dagli U.S. Marshall

Dal 2014 nel cortile della William Frantz Elementary School – la scuola che é ancora in attività e visitabile, si trova al 3811 di Galvez St. a New Orleans – ci sono una targa ed una statua che ricordano a tutti gli alunni ed ai loro genitori, la piccola grande battaglia di Ruby e della sua famiglia.

US Civil Rights Trail 5 luoghi da non perdere, William Frantz Elementary School

Qui potete leggere ancora di Ruby e di altre storie dal Sud per effettuate un ulteriore emozionante ed insolito viaggio nei Civil Rights USA.

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