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Xi’An, Cina, al cospetto di Qin Shi Huang e del suo Esercito di Terracotta

Un esercito, un intero e variegato esercito di più di 8000 guerrieri di terracotta.

Fanti, arcieri, alabardieri, balestrieri, coordinati da severi ufficiali a cavallo muniti di armi vere, al punto da essere state più volte trafugate nel corso del tempo, diversi tra loro non solo per grado ma anche, ed é questa la cosa strabiliante, per aspetto.

Esercito di Terracotta 2

Un fedele copia, la tradizione vuole che gli stessi soldati avessero posato come modelli, di uno dei più imponenti e leggendari eserciti che la storia ricordi.

Un Esercito di Terracotta creato dalle sapienti mani degli artisti di corte più di duemila anni fa per custodire e proteggere la tomba dell’amatissimo e temutissimo re, Qin Shi Huang, creatore della Grande Muraglia, primo grande imperatore di tutta la Cina, sovrano illuminato, abile stratega, uomo folle e imprevedibile, morto prematuramente durante una delle sue numerose “spedizioni” alla ricerca della fonte dell’ “eterna giovinezza”.

Appena entrata... emozione al cospetto dei guerrieri...

La sua incredibile tomba, non ancora aperta, giace sotto una collinetta artificiale nella provincia dello Shaanxi, vicino la cittadina di Xi’An, in Cina.

Secondo i biografi di corte dell’imperatore, la tomba sarebbe talmente grande da contenere camere, sale, addirittura strade e fedeli riproduzioni degli appartamenti del sovrano, con tanto di arredo e concubine, il tutto sorretto da solide pareti di bronzo ed oro, attraversato da fiumi di cinabro, un solfuro di mercurio che secondo la tradizione taoista sarebbe un “incentivatore” di immortalità e ricoperto da soffitti di perle incastonate come stelle brillanti in un cielo blu cobalto.

L'Esercito di Terracotta.

Poco distante ai piedi della collina ci sono le fosse con i guerrieri di terracotta che disposti in assetto da guerra sono pronti a difendere il seplocro del loro signore, per l’eternità.

Camminare lungo il perimetro dei capannanoni che sono stati costruiti attorno alle grandi fosse per proteggerle dalle intemperie, offre la possibilità unica di soffermarsi tutto il tempo che si desidera ad ammirare i guerrieri, le loro posizioni che in assenza di armi ne identificano il ruolo, le armature ed i visi perfetti al punto da sembrare umani, diversi l’uno dall’altro nei connotati eppure simili nell’espressione fiera che deriva dalla consapevolezza di appartanere a qualcosa di immensamente grande e potente.

Il camminamento dei visitatori nei capannoni allestiti per proteggere i guerrieri

Si ha come la sensazione che siano pronti a muoversi e a riprendere vita da un momento all’altro, ci si sente emozionati ed intimiditi al tempo stesso, é come essere al cospetto della grande storia, fatta da e di grandi personaggi, imprese epiche, momenti unici ed irripetibili.

Con educazione ed in silenzio, per non disturbare, é possibile anche visitare il fornitissimo museo con tutti i reperti recuperati nel corso degli scavi e  fermarsi ad osservare il difficile lavoro degli archeologi e dei restauratori, quasi sempre presenti ed operanti sul sito che, data la sua importanza storica e culturale, dal 1987 è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Esercito di terracotta

Considerate che i guerrieri dissotterrati sono solo una piccola parte, si pensa che ce ne siano, assieme a chi sa quali altre meraviglie, ancora il doppio sepolti nelle vicinanze, in un’area stimata di circa 15 ettari.

Durante la visita può anche capitare di incontrare il contadino cinese, ormai una celebrità a Xi’An, che nel 1974 nell’intento di scavare un pozzo scoprì una grande fossa contenente statue riproducenti uomini, cavalli, servitori e carrozze.

Come un vero divo, sempre accompagnato da due guardie del corpo, non si fa fotografare e firma autografi solo in alcuni momenti della giornata sul libro in cui racconta, o forse sarebbe meglio dire fa raccontare, la sua incredibile scoperta.

Con un arciere.

Nel museo, un carro perfettamente conservato

Un consiglio.

Fate attenzione agli abitanti della piccola comunità che é sorta, in seguito all’inevitabile ondata turistica, intorno al sito archeologico.

Si lanciano contro i visitatori nel tentativo di sottrargli o vendergli un pò di tutto, statuette riproducenti i guerrieri, falsi reperti archeologici e discutibili souvenir. Non promettetegli, per toglierveli di torno, che all’uscita acquisterete qualcosa perchè resteranno li ad aspettarvi finchè non uscirete. Credetemi, meglio dire subito  e con fermezza di non essere interessati.

Pochi, piccoli accorgimenti per godere al massimo di un luogo unico al mondo.

3 Comments

  • valeria.besso

    agosto 6, 2013 at 7:27 pm

    indimenticabile…per me è valsa la pena fare il viaggio solo x vedere questa m
    eraviglia…unico rimpianto quando ci sono stata io nel 1990 non lasciavano fare foto e riprese quindi ricordi miei ..personali..zero…ma li ho tutti dentro di me..e ribadisco..ne è valsa la pena….ciaooo

    Rispondi
  • Massimo

    gennaio 31, 2014 at 11:55 am

    Ci sono stato 2 volte, una nel 1998 ed un altra nel 2001. Beh, sulfatto che gli abitanti cheassalgono i turisti, è vero che sono dannatamente insistenti… maè anche vero che, sempre contrattando sul prezzo (in Cina amano farlo), si possono portare a casa souvemir a prezzi miseri. Io ho sempre comprato vari set di statune dei guerrier, a meno delle vecchie 100 lire;)
    Se vuoi leggere le storie dei miei viaggi (Cina, Giappone, etc..) vai qui.

    Ciao.

    Rispondi

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