Perchè alla fine “il miglior modo di viaggiare é sentire”

Flatiron Building, ma quanti ce ne sono in giro per il mondo?!
luglio 4, 2013
Alcatraz, l’altra faccia di San Francisco
luglio 24, 2013
Show all

Perchè alla fine “il miglior modo di viaggiare é sentire”

Isola di Pasqua

Isola di Pasqua, chiacchierando con Paula, "la custode" dei Moai

A melhor maneira de viajar è sentir… scive Pessoa.

Il miglior modo di viaggiare è sentire.

Sentire in tutti i modi. Sentire tutto con eccesso. Perchè tutte le cose sono, in verità, eccessive.

Piu' che una custode dei Moai, un'amica... Paula!!

Sentire il viaggio, come appropriarsi di un luogo, viverlo, lasciarsi prendere e sorprendere da ciò che si incontra senza pensare troppo a ciò che ci si aspetta, girare o meglio ancora vagabondare cercando nei luoghi nuovi la vita di tutti i giorni, le persone vere, i gesti e le espressioni, il cibo, i racconti di una terra.

Avere occhi capaci di fermare nella mente i colori e le sfumature di un paesaggio, orecchie in grado di ascoltare storie sconosciute ai più, sensi in grado di carpire profumi e odori e…  avere tempo, tempo per capire, assimilare, ascoltare, provare, parlare.

Assieme alle donne del lago Atitlan

E’ cosìche fino ad adesso ho “sentito” i miei viaggi, li ho vissuti fino in fondo e nel bene e nel male li ho fatti miei.

E’ così che commossa ho ammirato in silenzio lo spettacolo del Machu Picchu, incuriosita ho sbirciato negli angoli più nascosti dell’antico mercato di Chichicastenango in Guatemala alla ricerca di uno Shamano “all’opera”.

Stupita ho contemplato le stelle dal cannocchiale di un venditore di cielo a Santiago del Cile,  affamata ho letteralmente divorato, in una piccola rosticceria del centro, le più buone empanadas di Buenos Aires.

Contrariata, ho attraversato il muro che ancora separa i cattolici dai protestanti a Belfast,  attenta e scossa ho ascoltato, dalla voce di chi c’era davvero, la vita (se così si può definire) nel Ghetto di Cracovia durante l’occupazione nazista, emozionata ho navigato sul Mississippi in battello a vapore, felice ho condiviso il pranzo all’ombra dei Moai dell’Isola di Pasqua con dei gentili e simpatici padroni di casa Rapa Nui, incredula ho camminato su secoli di storia salendo sulla Grande Muraglia.

E’ così che ho imparato tanto e tanto di più devo ancora imparare, continuando a viaggiare, continuando a sentire.

In viaggio... sempre!!!

4 Comments

  1. Manuela ha detto:

    questo post è VIAGGIO allo stato puro. Mi piace molto Simo! 🙂

  2. Monica ha detto:

    Tu sei una grande viaggiatrice Simo e quindi ogni fibra del tuo corpo “sente” i luoghi in cui ti trovi, di volta in volta. Sto pensando a un viaggio a Cracovia (oltre al resto :P). Poi mi darai un po’ di dritte utili!

    • Simona ha detto:

      Monica grazie, non potevi dirmi cosa piu’ bella… in effetti sempre piu’ spesso i luoghi che visito (quasi sempre dietro ad uno stimolo preciso) mi entrano dentro fino a sentirli!
      Per Cracovia sono a tua disposizione, per quel che posso… e grazie ancora, davvero!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Contenuto protetto! Non puoi copiare i contenuti