Dublino, un bel mix di..

Storia, accoglienza, simpatia ed irish music, il tutto ben “amalgamato” da una gustosissima pinta di birra, Guinness ovviamente!

E’ una città a misura d’uomo, giovane ed allegra che riesce a mantenere al tempo stesso uno stretto legame con il suo ricco passato, fatto di cultura e tradizioni, senza però risultare “pesante” o antiquata.

In O' Connell Street...

Il suo cuore pulsante é il Liffey, il vecchio fiume che lento e taciturno scorre verso la Dublin Bay, regalando specie al tramonto delle suggestive vedute sul lungofiume.

La mia scoperta di Dublino parte proprio da quì, più precisamente da O’ Connell street, all’altezza dello Spire of Dublin, una scintillante e moderna torre d’acciaio alta 120 metri, che ha preso il posto della più antica colonna di Nelson, distrutta negli anni’60 da un attentato dell’IRA.

Poco più a sud sulla destra il General Post Office, il vecchio ufficio postale che ancora mostra sulle sue pareti esterne i segni, grossi buchi di proiettili, della drammatica Insurrezione di Pasqua del 1916.

Case sul Liffey

Pochi passi a piedi e mi ritrovo sull’ O’ Connell bridge, lo attraverso senza fretta fermandomi di tanto in tanto ad ammirare le piccole e colorate costruzioni ,sfilando l’una dietro l’altra sul lungofiume, finiscono col conferirgli un aspetto davvero originale. Girandomi verso est riesco anche a scorgere la solennità e l’estetica classicheggiante della Custom House, l’antico palazzo della dogana, oggi simbolo indiscusso della città.

Il Trinity College..

Attraversato il Liffey raggiungo in pochi  minuti il Trinity College, storica e prestigiosa università irlandese risalente al 1500, famosa non solo per la bellezza delle sue costruzioni ma anche per aver ammesso nel 1903, prima fra tante, le donne ai suoi corsi e per aver avuto illustri studenti del calibro di Oscar Wilde, Bram Stoker, Samuel Beckett, tanto per citarne alcuni.

Al piccolo portone d’ingresso si contrappone, una volta oltrepassato, la grandezza e l’imponenza del suo cortile interno, decorato ai lati da splendidi edifici di gusto classico.

Mi dirigo verso la vecchia biblioteca per pote, finalmente ammirare con i miei occhi il preziosissimo Book of Kells, un codice miniato riproducente i 4 vangeli, creato dalle sapienti mani dei monaci di Kells nell’800 d.C.

Nel Trinity College...

Ad uno sguardo più attento, tra le precise e colorate incisioni delle sue pagine, si possono scorgere continui richiami, attraverso immagini dei peccati più frequenti e delle loro possibili punizioni divine, al non concedersi “troppo” ai piaceri della vita, una sorta di monito eterno, da parte dei lungimiranti monaci, per i lettori di tutte le epoche.

La visita prosegue al piano superiore della biblioteca dove scopro un’altra meraviglia, la Long Room, una sala di 60 metri con volte a botte interamente ricoperta di antichi e preziosi volumi, pù’ di 250.000, a lato dell’ingresso é conservata una rarissima copia della Dichiarazione d’Indipendenza della Repubblica d’Irlanda e al centro della sala, in una teca di vetro, un’antica arpa, altro simbolo della città, risalente al 1000 d.C. circa.

La leggenda vuole che sia appartenuta a Brian Boru, grande sovrano d’Irlanda, morto coraggiosamente in battaglia, mentre conduceva il suo esercito alla vittoria contro i Danesi.

The Long Room...

Fuoriuscita dal “labirinto” del Trinity College mi concedo una rilassante passeggiata in Grafton Street, una delle vie dello shopping più alla moda di Dublino.

Tra un giro al vecchio mercato di George’s Street Arcade, il tempo di un caffè ed uno spuntino per rifocillarmi, arrivo in men che non si dica al St. Stephen Green, un grande parco proprio nel centro della città dove i dublinesi sono soliti passeggiare e rilassarsi al sole (quando c’é) fermandosi a leggere un buon libro, magari di Joyce, tanto per rendere omaggio ad uno dei loro più illustri concittadini.

Grafton Street

Del resto Dublino porta con se un’importante eredita’ letteraria, molti grandi scrittori sono nati qui ed in questo luogo hanno composto ed ambientato alcune delle loro piu’ grandi opere… se volete saperne di più basterà recarvi al Dublin Writers Museum, a nord di O’ Connell street, qui troverete importanti informazioni sull’evoluzione letteraria della città dal Book of Kells in poi, passando per gli stravaganti cimeli appartenuti a Joyce, Beckett e Swift.

A pochi isolati di distanza dal parco si raggiunge facilmente St. Patrik’s Cathedral, costruita proprio nel luogo in cui la storia vuole che San Patrizio nei pressi di un pozzo fosse solito battezzare i primi cristiani convertiti.

St. Patrik's Cathedral...

La cattedrale, risalente al XII secolo, é un vero spettacolo sia fuori, con le sue guglie e pinnacoli che si stagliano verso il cielo, che dentro, dove pregiati bassorilievi, tombe di personaggi illustri ed uno splendido altare gotico fanno da corolla all’antico portone in legno (a cui mancano proprio nel centro due pannelli) protagonista di un’antica leggenda.

La

La storia racconta di una faida tra due conti, Ormond e Kildare.

Sembra che il primo, barricatosi nella chiesa ed ormai allo stremo, si rifiutasse di aderire alla tregua proposta dal secondo temendo in una trappola. Il conte di Kildare allora per dimostrare la sua buona fede fece un buco nella porta infilandovi il suo braccio disarmato in segno di pace. Ormond finalmente persuaso gli strinse la mano e la faida ebbe fine.

Sembra che l’espressione changing one’s arm intesa come “correre un rischio”, sia stata creata proprio in questa occasione.

Una veloce fermata al Dublin Castle, poco distante da St.Patrik, per ammirare il simbolo del passato dominio inglese sull’Irlanda e poi via verso St. James’s street per visitare una fabbrica davvero speciale… la Guinness Store House, un antico birrificio risalente al 1759 (al suo interno si può ancora vedere l’originale contratto d’affitto) che tutt’oggi produce ed esporta la pregiata bevanda in piu’ di 100 paesi nel mondo!

Che vi piaccia o meno la birra, non potete non entrare per compiere un’affascinante viaggio nel mondo Guinness, attraverso la scelta e la lavorazione delle materie prime, le pubblicità che hanno contribuito a rendere grande il marchio e la storia della fabbrica attraverso ben due secoli.

Arrivati all’ultimo piano, al Gravity Bar, potrete godere di una splendida vista a 360° su tutta Dublino sorseggiando con calma la vostra pinta di birra gentilmente offerta dalla casa.

All’uscita vi servirà una camminata sul lungofiume per smaltire la pinta e i numerosi “assaggi” effettuati durante il percorso della fabbrica.

Una passeggiata di 10 minuti al massimo, giusto il tempo per arrivare in Temple Bar, un caratteristico quartiere georgiano a sud del Liffey, ricco di mostre, teatri e soprattutto pubs dove rilassarsi dopo una giornata in giro per la città ascoltando buona musica irlandese, mescolandosi e chiacchierando con la disponibilissima gente del posto, mangiando qualcosina e naturalmente sorseggiando l’ennesima Guinness.

Tramonto sul Liffey...

6 Comments

  • CatturaAttimi

    maggio 12, 2014 at 4:34 pm

    questo post… un ritorno a casa… mi hai fatto venir voglia di descrivere le mie emozioni per questa città, che mi ha accolto per la prima volta (nel mio primo viaggio ancora minorenne) circa 25 anni fa, quando questa città era ancora piccina. Ed è stato il mio ultimo viaggio, a trovare una sorellina emigrata 🙂
    grazie…molte cose che hai scritto fanno parte di me 🙂

    Rispondi
  • Elisa

    settembre 16, 2014 at 7:31 pm

    Ciao! come sempre i tuoi post sono ben fatti…
    ma hai fatto tutto questo giro in una giornata? Sto cercando di capire come ottimizzare i tempi in città (tanti mi dicono che 2giorni pieni più’ mezza giornata sono troppi) .. e dato che mi attende una bella settimana tra Dublino,Belfast e l’Irlanda del Nord volevo avere le idee più chiare 🙂
    grazie mille!

    Rispondi
    • Simona

      settembre 16, 2014 at 8:01 pm

      Ciao Elisa, grazie 🙂
      Tutto l’itinerario del post l’ho realmente fatto solo in una giornata. Dublino e’ piccola, si gira benissimo a piedi, anche per me due giorni e mezzo son troppi, risparmiane almeno uno per il tour dell’isola 😉
      Belfast lo stesso, un giorno e mezzo e via… qui sul blog trovi info anche su questa città.

      Rispondi

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