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I cartelli dei miei viaggi, frammenti di mondo

Torna il #sensomieiviaggi, torna l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di leggere e raccontare le proprie esperienze di mondo attraverso i piccoli particolari, testimoni a colori dei momenti unici che in un modo o nell’altro hanno segnato in maniera indelebile i nostri ricordi di viaggio.

Questa volta é il turno di Monica del blog Idee di tutto un pò.

Il tema é di quelli che ti lasciano l’imbarazzo della scelta… i cartelli dei miei viaggi.

In un mondo pieno di strade da seguire, di percorsi da esplorare, di decisioni da prendere e scelte difficili da portare a termine niente é meglio di un segnale, un cartello o una semplice scritta su una parete che all’improvviso illumini il cammino con un ricordo, un monito, un sorriso, un’idea, uno spunto o anche solo la sensazione di essere sulla strada giusta.

Divieto di salire sui Moai, Isola di Pasqua

Divieto di salire o “calpestare” i Moai, Isola di Pasqua

Un cartello semplice ma d’effetto come la terra che lo ospita, una sorta di divieto d’accesso artigianale intagliato nel legno e colorato con tinte vivaci, un avviso per i visitatori maleducati.

E’ facile intuire da soli che sugli antichi ed enigmatici Moai, specie quelli rimasti sdraiati per terra, che tra l’altro sono ovunque, non sia proprio il caso di salire se non altro (educazione??) per rispetto ai Rapa Nui e alla loro antichissima cultura.

Uno dei ricordi più belli che ho legati all’Isola di Pasqua é proprio questo, la forte territorialità, il senso delle origini e delle tradizioni che accomuna i suoi abitanti, un otro mundo en esto mundo.

Per loro vivere su quest’isola e’ un privilegio e per quanto possano essere disponibili ad aiutare i visitatori a comprenderne il significato, non permettono a nessuno di contaminare questo stile di vita.

If you see something, say something...

If you see something, say something…

If you see something say something!!

Una frase, un invito motivato a tenere gli occhi aperti, ad adoperarsi per la propria e l’altrui sicurezza, un cartello che si può trovare ovunque (nelle metropolitane, negli aeroporti, sui bus, nelle stazioni dei treni, nei grandi centri commerciali…) dagli Stati Uniti al Canada.

Sono anni che giro l’America del Nord, ho percepito all’inizio il dolore e la diffidenza dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre, e nel tempo il rinnovato ottimismo (faticosamente conquistato) ma quel senso di paura per essere stati feriti nel profondo non li ha mai più abbandonati.

La scritta é quasi un monito, per quello che é stato e che non avrebbe dovuto essere e per quello che si spera non debba accadere mai più.

American Nostalgia

American Nostalgia

Un’insegna al neon di un piccolo negozio di targhe vintage al Seaport di San Diego, una parola nostalgia che cosa rara sia in italiano che in inglese ha lo stesso significato e quasi (se non fosse per quella i finale…) la stessa pronuncia.

Nostalgia di chi come me ha imparato a conoscere nel profondo questo grande, vasto ed eclettico paese, a rispettarlo nel bene e nel male, a viverlo al di là delle rotte convenzionali, a sorridere dei suoi eccessi e dei suoi contrasti, ad emozionarsi davanti al suo spirito ed alla sua incrollabile fede in una bandiera, ad ascoltare le sue storie, a sorprendersi delle sue diversità e della capacità di rialzarsi, sempre!!

Nostalgia di uno stato d’animo, di un profondo senso di libertà.

 

22 Comments

  • Blondie81

    luglio 5, 2014 at 7:29 am

    Che bel post… Io sceglierei la terza foto, anche per le parole che la accompagnano. Gli States non mi hanno mai attirato, ma quando leggo come ne parli te, riesci a smuovere delle corde nella mia pancia e mi viene voglia di partire

    Rispondi
  • Monica

    luglio 5, 2014 at 7:35 am

    Per fortuna che l’hai scritto di notte, perchè di strafalcioni non ne ho visti e le tue parole sono bellissime, ho già scelto il mio cartello perchè…. perchè non te lo dico, lo scriverò nel post riassuntivo! Grazie!

    Rispondi
  • viaggiebaci

    luglio 5, 2014 at 6:56 pm

    Grazie x la dedica finale, amica mia!
    E sai che ti dico? Scelgo la prima con l’auspicio che di segnali simili nel mondo non ci sia più bisogno. Magari anche grazie al potere della rete e di iniziative come questo giochino 🙂

    Rispondi
    • simona sacri

      luglio 5, 2014 at 7:06 pm

      Cara Monica il tuo (ed anche un pò nostro ormai) #sensomieiviaggi ha avuto il potere, prezioso, di farci conoscere… ho avuto modo poi di apprezzare ancora di più dal vivo persone come te, Claudia, Monica, Liliana e tante altre scoprendo la faccia bella e pulita del web!!
      Grazie amica, un abbraccio…

      Rispondi
  • TripVillage

    luglio 6, 2014 at 8:41 pm

    Mi aggiungo al coro: bellissimo!!
    Devo dire che il IF YOU SEE SOMETHING, SAY SOMETHING é anche il mio cartello preferito..tutte le volte che sono lì e lo vedo mi viene un senso patriottico da paura (ovviamente verso gli USA) e come te concordo sul fatto che sono molto più che hamburger e patatine… mi spiace per chi non lo capisce. Ma il nostro é un amore profondo mi sa 😉

    Rispondi
    • simona sacri

      luglio 6, 2014 at 8:49 pm

      Grazie 🙂
      Eh, si direi proprio che la nostra e’ una passione che ha radici molto profonde… 😉
      Ecco il senso di patriottismo e’ una delle cose che più ammiro ed invidio di questo paese, ne avessimo noi almeno un decimo…

      Rispondi
  • Norma

    luglio 7, 2014 at 6:18 am

    Cara Simona, tutti belli ma scelgo il terzo, mi piacciono i colori e poi rispecchia il mio stato d’animo, nostalgia per questo Paese che comincio a capire un po’ di più, se all’inizio mi sembrava strano adesso riesco ad entrare un po’ nella loro mentalità e mi piace, mi piace questo senso di appartenenza che forse a noi manca, mi piace il loro amare il territorio privilegiando la flora locale al posto di quella esotica (che non disdegnano, per carità), mi piace il contrasto tra il cercare di mangiare genuino e bio e gli scaffali pieni di dolci troppo dolci e calorici.
    Mi piace questo Paese che conosco e frequento spesso da ormai 3 anni perché mio figlio è là.
    Ne ho nostalgia ma devo aspettare ancora un po’ per tornarci.
    Ciao
    Norma

    Rispondi

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