Minneapolis, emozioni ed impressioni

Downtown Minneapolis...

Sono le tre di notte qui a Minneapolis, il jetlag, complice la bistecca di bisonte di ieri sera (vuoi che trovato un localino tipico frequentato dalla gente del posto non mi fermo a provare qualche piatto speciale del Minnesota??), ha colpito ancora.

E’ trascorso un solo giorno dal mio arrivo a Minneapolis e già mi sembra sia passata una settimana.

Un giorno decisamente intenso, di quelli vissuti come un solo grande respiro a polmoni pieni e poi via, si parte… 

Un solo giorno, alla fine del quale posso dire in tutta onestà che si Minneapolis mi piace e parecchio.

Nello Sculpture Garden

E’ una città decisamente all’avanguardia, relativamente giovane eppure legata indissolubilmente alle sue origini, basta fare due passi sulla riverwalk del Mississippi per rendersene conto.

Attraversando lo Stone Arch Bridge, il ponte pedonale che unisce le due sponde del fiume, si ha una visuale chiara della sua disposizione.

Accanto alle vecchie falegnamerie e fabbriche di farina, divenute monumento storico perché fonte indiscussa per circa 150 anni del benessere della città, sorgono nuovi edifici in stile che celano lussuosi loft, direttamente sul fiume, uffici e locali alla moda mentre la vecchia centrale idroelettrica a nord, alimentata dalle spettacolari St. Anthony Falls, fa da contraltare ai luccicanti grattacieli di downtown.

Minneapolis vista dal Mississippi...

Downtown Minneapolis

Il centro della vita sociale ed economica é la Nicolette Mall, una via ricca di locali, negozi, teatri ed attività che da poi il nome all’intera area. In alto tra gli edifici che la circondano corre la Skywalk, la rete di gallerie sospese tra i palazzi, più di 30 km di percorso, che collega le varie zone del centro consentendo ai cittadini di muoversi in condizioni ottimali e senza difficoltà, specie durante i rigidi, nevosi e lunghissimi inverni.

C’è la smisurata passione dell’arte, preferibilmente pop, rigorosamente accessibile a tutti.

Basta allungarsi verso il Walker Art Center ed, ancora meglio, dentro il Minneapolis Sculpture Garden.

Nei suoi giardini si trovano opere di artisti di tutto il mondo, compreso il “nostro” italianissimo Giacomo Manzu’, ed il famoso Spoonbridge and Cherry di Claes Oldenburg, un cucchiaino gigante con una ciliegia, divenuto nell’immaginario collettivo il simbolo di Minneapolis.

Spoonbridge and Cherry

E poi ci sono loro, gli abitanti di Minneapolis, gentili all’inverosimile (del resto il Minnesota é famoso come Stato della gentilezza…), sempre disponibili a darti informazioni sui luoghi, ad accompagnartici di persona se necessario.

Genuinamente increduli e grati, al tempo stesso, nello scoprire che un’italiana abbia fatto un viaggio così lungo solo per visitare la loro amatissima città, col saluto e la battuta pronta, sempre, ed un buon drink (che si trasforma in birra se capita che in serata ci sia l’incontro di baseball dei mitici Twins) tra le mani a partire dalle 17 del pomeriggio in poi.

Il guantone portafortuna della squadra dei Twins...

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