Tokyo, pensieri e ritorni

L’immagine più intensa e vera che ho di Tokyo, e che ad osservarla bene racconta tanto della capitale nipponica, é quella scattata per puro caso il primo giorno della mia prima volta in città.

Una calda giornata di fine ottobre, il blu intenso del cielo, gli inequivocabili segnali di un autunno ormai imminente e i due simboli per eccellenza di un passato e di un futuro quasi sempre in equilibrio sul filo conduttore della tradizione e della cultura.

La modernissima Tokyo Sky Tree Tower che dai suoi 634 metri di altezza (a lei spetta il primato di torre più alta al mondo) domina lo splendido Tempio del Senso Ji, sulla sponda opposta del Sumida River, nel vecchio quartiere di Asakusa.

Tokyo. Asakusa e Sky Tree Tower, tradizione e futuro

Tokyo. Asakusa e Sky Tree Tower, tradizione e futuro

Un armonioso contrasto (forse la definizione che più si addice a questa città) che si é poi ripresentato spesso ai confini, e talvolta all’interno, di altre zone e quartieri di Tokyo.

Akihabara, la cosiddetta “città elettrica”, famosa in tutto il mondo per la tecnologia e l’innovazione, per la cultura manga e le anime del Giappone, per i Maid Cafè e le loro bizzarre “dipendenti”, una sorta di luogo a sè stante a metà strada tra un cartone animato giapponese ed una spasmodica ed inquieta ricerca dell’originalità e dello stupore a tutti i costi.

Akihabara

Akihabara

E poi, nel giro di pochi isolati, la pace ed il silenzio del Santuario Kanda-Myojin o il ritmo cadenzato degli avventori dei negozi della zona dei “libri usati”, un luogo affascinante dove transitano ogni anno ben 10 milioni di vecchi testi che spaziano dalla cultura orientale a quella occidentale.

L’atmosfera vivace ed alla moda di Ginza, i negozi, a ristoranti, le insegne luminose, lo sfarzo del Teatro Kabukiza e delle sue interminabili e variopinte rappresentazioni e poi la realtà dura ed operosa dei pescatori e dei negozianti del vicino Tsukiji Market, uno dei mercati di pesce più grandi al mondo, famoso per la sua caratteristica asta dei tonni che si svolge nei giorni feriali a partire dalle 4.00 di mattina.

Teatro Kabukiza

Teatro Kabukiza

Tsukiji Market

Tsukiji Market

E poi il quartiere di Shibuya, famoso per l’omonimo incrocio che dicono sia uno dei più trafficati al mondo.

Omotesando Hills e le boutique degli stilisti più famosi, le case costose e gli edifici più originali, l’eccesso dell’adiacente Takeshita Street, una bizzarra via, stretta e breve, piena di gadget, abiti ed oggetti collegati ai miti e agli idoli dagli adolescenti e a pochi passi la calma e la spiritualità del tempio (e del bosco circostante) di Meiji-Jingu, per me uno dei posti più intimi e suggestivi della città.

Shibuya, l'incrocio

Shibuya, l’incrocio

Takeshita Street

Takeshita Street

Tokyo, natura e tradizione

Tokyo, Meiji-Jingu

Un insieme di luoghi avveniristici, grattacieli, negozi alla moda, templi buddisti e santuari shintoisti, splendidi giardini, musei e piccoli quartieri dove il tempo, e talvolta lo stile di vita delle persone, sembra essersi fermato al periodo antecedente la seconda guerra mondiale o addirittura al periodo Edo.

Una città che offre tanto e che merita molto più di un paio di giorni per essere realmente scoperta ed apprezzata.

Tokyo, preghiera e tradizione

Tokyo, preghiera e tradizione

Quando mi si chiede cosa ho amato di più di Tokyo riaffiora il ricordo di una lunga passeggiata, improvvisatami turista per caso, nell’immenso Parco di Ueno, lo Ueno-Koen, alla ricerca di templi e santuari nascosti, girovagando tra un museo e l’altro (davvero impensabile non entrare almeno nel Museo Nazionale per ammirare la più ricca e grande collezione al mondo di arte nipponica) fino alla scoperta del pittoresco quartiere di Yanaka, miracolosamente scampato ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e per questo splendidamente autentico nelle sue costruzioni, nelle strade, nei piccoli giardini delle case private, persino nell’adiacente cimitero storico di Yanaka-Reien dove riposano numerosi personaggi legati alla tradizione ed alla letturatura locale, uno spaccato reale di come la città doveva apparire nella prima metà del ‘900.

Ueno, particolari

Ueno-Koen, particolari

Museo Nazionale di Tokyo, la preziosa collezione di Kymono storici

Museo Nazionale di Tokyo, la preziosa collezione di Kymono storici

Yanaka

Yanaka

Una città fatta di tante piccole realtà che non riesce mai a svelarsi completamente, un insieme unico ed inimitabile che può sorprendere, in positivo o negativo, ma che difficilmente può lasciare indifferenti.

Nel mio caso un ritorno inatteso (appassionata da sempre di storia, cultura e tradizioni americane non avrei mai immaginato di tornare così presto in città, dopo appena 7 mesi, per giunta nei panni di un’originale turista per caso) ed illuminante che ha messo tanti aspetti, luoghi e situazioni, impossibile dire “tutto” in una città come Tokyo, in una prospettiva più ampia e complessa e che ha destato o forse sarebbe meglio dire provocato inaspettatamente la curiosità ed il desiderio di volerne sapere ancora di più.

Senso-Ji, particolari

Senso-Ji, particolari

Lo confesso, amo i ritorni e le loro inevitabili “conseguenze”.

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