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Pittsburgh, il museo di Andy Warhol: arte e cultura negli Stati Uniti

Articolo disponibile anche in: Inglese

La pop art è un modo di amare le cose.

(Andy Warhol)

Provate a pensare al più grande museo degli Stati Uniti dedicato ad un singolo artista, e per artista intendo uno dei più grandi del ‘900 americano.

Un’esposizione allestita in un enorme ex magazzino di un (ex) quartiere operaio trasformato in un impressionante open space su più piani che racconta dall’inizio e con dovizia di particolari, e di opere d’arte, l’evoluzione dell’uomo, del personaggio e dell’artista in questione.

The Andy Warhol Museum,

The Andy Warhol Museum, riflessi

Collocate il tutto in una delle città più interessanti (sia al punto di vista culturale che avveniristico) della Pennsylvania, quindi entrate e godetevi l’insolita ed accattivante esposizione.

Perchè che siate o meno appassionati di Pop Art, l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh merita decisamente una sosta, magari prolungata. Un luogo unico a mio avviso, che rientra di diritto nella lista del “cosa vedere” negli Stati Uniti.

Il museo si trova nel North Shore, il quartiere che si sviluppa sulla sponda nord dell’Allegheny (il fiume che lo separa dal downtown cittadino), popolato per la maggior parte da musei e dai più famosi stadi sportivi. Lo si raggiunge facilmente a piedi attraverso il passaggio pedonale dell’Andy Warhol Bridge, l’indirizzo esatto é il 117 di Sandusky St.

Il passaggio pedonale dell'Andy Warhol Bridge

Il passaggio pedonale dell’Andy Warhol Bridge

L’esterno grigio e spento dell’edificio, un grande magazzino dei primi del ‘900, rivela con sorpresa uno spazio interno ampio e luminoso, in pieno stile Warhol.

L’ingresso include la biglietteria, una sala ricevimenti con annesso bar, un ampio spazio espositivo, quasi un assaggio di quanto si vedrà di lì a poco, arricchito da foto stravaganti ed inedite dell’artista ed un laboratorio per scolaresche e studenti universitari.

The Andy Warhol Museum

The Andy Warhol Museum

Andy Warhol Museum, l'ingresso

Andy Warhol Museum, l’ingresso

L’intera esposizione si sviluppa su più livelli, si parte dall’ultimo e successivamente piano dopo piano si attraversano i momenti di vita privata e le varie fasi artistiche di Warhol.

Una sorta di capsula del tempo che attraverso vecchi cimeli di famiglia, foto scolorite, oggetti ed opere d’arte famose in tutto il mondo, ricostruzioni (con gli oggetti originali) di studi e location newyorkesi care all’artista, permette ai visitatori, appassionati e non, di comprendere l’estro e la visione inquieta di un artista che ha scritto una delle pagine più importanti della Pop Art.

Si inzia dal giovanissimo Andrew Warhola Jr. nato a Pittsburgh nel 1928 da una coppia di immigrati slovacchi e dalla sua precoce passione per l’arte e le più svariate forme d’espressione, la laurea in arte pubblicitaria presso il Carnegie Institute of Technology e il successivo trasferimento a New York.

Andy Warhol Museum, l'esposizione

Andy Warhol Museum, l’esposizione

Qui Andrew Warhola Jr diventa Andy Warhol ed inizia ad affermarsi nel campo pubblicitario grazie ai primi lavori per Vogue e Glamour.

La mostra si sviluppa attraverso le varie fasi della sua vita (e della sua arte) regalando spaccati reali della sua esistenza, l’inquietudine, la follia, il senso di insoddisfazione che probabilmente lo accompagnerà sempre.

E poi l’idea geniale, quella che l’arte debba essere “consumata” da e per tutti come un qualsiasi prodotto commerciale, la nascita della Pop Art e di una serie di lavori celebri di cui molti originali, quasi impossibili da fotografare, si trovano nei piani centrali dell’esposizione.

Quel che c’è di veramente grande in questo paese è che l’America ha dato il via al costume per cui il consumatore più ricco compra essenzialmente le stesse cose del più povero.

Mentre guardi alla televisione la pubblicità della Coca-Cola, sai che anche il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola, e anche tu puoi berla.

(Andy Warhol)

Andy Warhol Museum, Campbell's Soup

Andy Warhol Museum, Campbell’s Soup

Mao Tse Tung, Andy Warhol

Mao Tse Tung, Andy Warhol

Le bottiglie di Coca Cola, i barattoli di Campbell’s Soup, le riproduzioni in serie e colori differenti di ritratti celebri, le incredibili serigrafie (una nuova tecnica di riproduzione seriale di foto sperimentata da Warhol) di Jackie Kennedy, Mao Tse Tung, Che Guevara e Liz Taylor.

Ed i filmati reali presi dal dipartimento di polizia di New York con incidenti mortali e sequenze inquietanti, senza contare le sperimentazioni di lungometraggi con artisti emergenti newyorkesi e famosi gruppi musicali, come nel caso dei Velvet Underground.

La parte finale dell’esposizione é dedicata al Warhol “privato”, ai suoi oggetti, alle sue passioni ed ai suoi appunti gelosamente custoditi nel suo archivio segreto, oggi consultabile nel piano interrato del museo.

Andy Warhol Museum, ricostruzione di un set fotografico di Warhol

Andy Warhol Museum, ricostruzione di un set fotografico di Warhol

Una collezione inedita, ricca e stravagante che, collegata alla ricostruzione fedele di alcuni suoi ambienti di lavoro, permette di avere un quadro molto più ampio e maggiori elementi per cercare di comprenderne ancora di più il pensiero.

Resta comunque difficile riuscire rendere un’idea chiara ed esaustiva del personaggio Warhol, di una vita di guizzi geniali e sregolatezza e di un modo irriverente ed alternativo di leggere e reinterpretare l’arte.

Andy Warhol, Individuality

Andy Warhol Museum, Individuality

Credo che l‘Andy Warhol Museum con le sue 17 gallerie, i 900 dipinti, le quasi 2.000 opere su carta, le 1.000 stampe uniche, le 77 sculture, le 4.000 fotografie, le 4.350 riproduzioni su pellicola ed opere videoregistrate si muova esattamente in questa direzione, riuscire a raccontare, e magari a spiegare, la complessità dell’opera di un artista le cui idee hanno fatto indiscutibilmente epoca e scuola.

Andy Warhol Museum, "lavorando" su Marilyn Monroe

Andy Warhol Museum, “lavorando” su Marilyn Monroe

Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l’effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosicché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c’è la colla.

Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze.

Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l’idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn.

(Andy Warhol)

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