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Cosa vedere a New York: insolito itinerario nell’East Village

Articolo disponibile anche in: Inglese

New York e le sue storie.

Infinite, legate ad un sottile ed invisibile filo conduttore che ne traccia il percorso negli anni, nei luoghi dove hanno avuto origine e poi nelle strade, negli edifici e nelle piazze che hanno fatto da sfondo e che ancora oggi, ad uno sguardo più attento, rivelano fasi e racconti di epoche più o meno lontane, singolari ed inevitabilmente accattivanti, sebbene talvolta bizzarri ed eccentrici o, per intenderci, “da estimatori”.

Come nel caso di una particolare zona dell’East Village, quella che va dalla mitica Bowery St. (la pittoresca strada che poi si immette nella 4th Ave) fino alla cosiddetta Alphabet City, l’area attorno a Tompkins Square Park, chiamata così per le sue avenue contassegnate da lettere (Ave B, Ave C, ecc..).

L'East Village

L’East Village

Da sempre, nella memoria storica dei newyorkesi, quartiere alternativo ed originale, fucina di complessi rock, di pittori, mode e tendenze stravaganti.

In passato zona di forte presenza di immigrati dall’est europeo, successivamente area prediletta e decisamente poco convenzionale di artisti bohemien e di piccoli studi musicali.

Phisical Graffiti, locali a tema in St. Market's Place

Phisical Graffiti, locali a tema in St. Market’s Place

Oggi meta ricca di interessanti proposte culturali (da includere senza dubbio nella lista del cosa vedere a New York) preferita, in particolare nella zona della Bowery, da personaggi famosi in cerca di anonimato e dai newyorkesi “bene” per i locali low profile ed i numerosi ristorantini etnici, e dai giovani di ogni estrazione e provenienza per i numerosi pub, i mercatini ed i negozi eccentrici (e decisamente più economici) di St. Market’s Place.

L'incrocio della Bowery con Houston St.

L’incrocio della Bowery con Houston St.

Un itinerario a piedi, variegato ed alla portata di tutti, che vi impegnerà due, tre ore al massimo… poi molto dipenderà dal tempo che deciderete di trascorrere nei locali, nelle tavole calde o nelle esposizioni artistiche temporanee che troverete lungo il percorso e nelle quali non riuscirete a non entrare almeno per uno sguardo veloce!

Partendo dalla fermata della metro di Bleecker St. (linea verde), attraversate l’omonima strada in direzione est (lato East River) fino ad incrociare la Bowery.

Percorretela verso nord tenendo la destra, dopo appena due isolati vi troverete davanti il The Bowery Hotel, un edificio d’epoca in mattoncini rossi, all’apparenza nulla di eccezionale, riconoscibile anche dall’adiacente e caratteristico (e costosissimo) ristorante italiano “Gemma”.

The Bowery Hotel

The Bowery Hotel

Si tratta di un edificio storico, estremamente lussuoso e con vere e proprie opere d’arte nel suo interno, utilizzato dalla stragande maggioranza di attori e personaggi famosi durante i soggiorni in città. E’ possibile entrare e visitare con discrezione la hall e parte del cortile per farsi un’idea dell’ambiente. Ampie sale arredate con cura, camini, divani, tappeti antichi, enormi piante ed una sorprendente veranda con un giardino rampicante.

Una volta entrati si ha come l’impressione di trovarsi all’interno di una struttura a metà strada tra un castello rinascimentale ed un prezioso campo tendato marocchino, e non é davvero raro imbattersi in qualche personaggio noto.

I prezzi, lo confesso, sono proibitivi ma l’atmosfera é davvero unica e poi una sbirciatina non costa nulla!

The Bowery Hotel, interno

The Bowery Hotel, interno

Proseguite verso nord ed all’altezza di Cooper Union Square (il luogo in cui Abramo Lincoln nel 1860 tenne il suo più toccante discorso contro la schiavitù) girate a destra lungo St. Market’s Place.

La strada e la zona circostante hanno segnato più epoche, quella della New York degli inizi, degli immigrati europei dei primi del ‘900 e dell’underground style, delle band di rock e di punk, ed ancora oggi é possibile riconoscerne i segni.

St. Market's Place

St. Market’s Place

Al numero 105 della vicina Second Ave si trova ancora il Fillmore East, la struttura per concerti (circa 2000 posti a sedere) gestita negli anni ’60 e ’70 dall’impresario Bill Graham, che vanta le registrazioni e gli spettacoli dal vivo di personaggi del calibro Jimi Hendrix e del quartetto dei CSN&Y.

Oggi l’edificio è occupato da una banca ma la facciata si é mantenuta praticamente intatta nel tempo. Devo riconoscere che fa sempre un certo effetto ritrovarsela davanti e pensare alle foto degli anni ’70 ed alla folla oceanica di giovani in attesa di entrare per assistere alle esibizioni dal vivo.

Fillmore East, com'era (Photo credis www.boweryboogie.com)

Il Fillmore East, com’era (Photo credis www.boweryboogie.com)

Fillmore East, oggi

Il Fillmore East, oggi

Poco distante, sulla 6th Street tra Second e Third Ave al numero 222 é possibile (e consigliabile) fermarsi a visitare il toccante Ukrainian Museum.  

L’esposizione racconta la lunga e non sempre facile storia dell’immigrazione ucraina nel quartiere, comunità che é tra l’altro ancora molto presente nella zona (se avete voglia di una pausa gustosa non potete perdere i Pierogi e la cucina tipica di Veselka, al 144 della Second Ave). E’ interessante ed utile inoltre la possibilità offerta alle ultime generazioni di ricercare, in un’area apposita all’interno del museo, notizie inerenti le loro origini e le città di provenienza dei loro antenati per ricostruire storie e percorsi interrotti dal tempo e dalle distanze.

Ritornando su St. Market’s Place, raggiungete la fila di caseggiati popolari ai numeri civici 96 e 98, attraversate la strada facendo attenzione alle macchine che sfrecciano di continuo e fermatevi a guardarli da lontano, riconoscete l’immagine?

Gli edifici gemelli di Phisical Graffiti

Gli edifici gemelli di Physical Graffiti

La copertina di Physical Graffiti dei Led Zeppelin

La copertina di Physical Graffiti dei Led Zeppelin

Si tratta del sito immortalato sulla copertina dell’album Physical Graffiti dei Led Zeppelin e del luogo in cui nel 1981 Mick Jagger sedeva sulle scale aspettando Keith Richards, suo compagno nei Rolling Stones, nel video Waiting on a friend.

Dopo aver scattato qualche immancabile foto di rito, proseguite verso est lungo St. Market’s Place fino all’ultima tappa del nostro itinerario, il Tompkins Square Park.

Questo parco, decisamente poco noto ai turisti e molto frequentato dalla gente del posto, é una vera istituzione della zona e a mio parere rientra di diritto nella speciale lista del “cosa vedere a New York”.

Tompkins Square Park

Tompkins Square Park

Un’area relativamente grande per essere nel bel mezzo dell’East Village, una serie di zone attrezzate per i pic nic, per lo sport (basket, rugby e calcio), per i cani ed i loro padroni, per i giochi dei bambini e per i concerti all’aperto d’estate.

Passeggiando, specie nelle belle giornate di sole, é possibile imbattersi in allegre e variegate music sessions improvvisate (sapevate che Jimi Hedrix amava esibirsi a sorpresa proprio qui?) ed in veri e propri tornei di scacchi tra gli anziani del quartiere, un piccolo ed imperdibile spettacolo.

Tompkins Square Park

Free Music sessions in Tompkins Square Park

Un suggerimento.

In settembre nel parco si tiene l’Howl, l‘East Village Festival of Arts, in onore e ricordo dei grandi artisti della Beat Generation. Spettacoli di danza, musica, rappresentazioni e film proiettati sul prato si alternano a concerti a tema, letture di poesie e di brani cult. Una vera chicca per gli amanti del genere!

Terminato il tour si può facilmente rientrare verso il centro di Manhattan ripercorrendo a ritroso St. Market’s Place fino alla fermata metro di Astor Place (linea verde).

 

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