#myUSA termina qui. Il viaggio continua, sempre

Tre settimane, sette stati, migliaia di chilometri ed i più disparati mezzi di trasporto utilizzati.

Mi sembra di ricordare di aver scritto proprio così nella parte finale di quell’emozionante (per me ovviamente) post in cui raccontavo della nuova stimolante avventura on the road che di li a poche ore avrei iniziato… #myUSA.

Dopo 22 indimenticabili giorni, letteralmente volati tra esperienze curiose, emozionanti, talvolta divertenti, incontri stimolanti, lunghi trasferimenti in auto e treno e per fortuna nessuna complicazione, mi ritrovo in piena notte (ed in piena insonnia da fuso) su un volo intercontinentale che mi riporta a casa a ragionare su quanto il viaggiare, la possibilità di poterlo farlo in totale autonomia, senza forzature e vincoli, sia – dopo ed insieme all’uomo meraviglioso che ho la fortuna di avere accanto e senza il quale, concedetemi questa breve divagazione, nulla avrebbe lo stesso “sapore” – la cosa migliore che mi potesse capitare.

Washington DC

Washington DC, il Mall…

E’ il viaggio che mi offre la piena consapevolezza del mio essere viva, é il viaggio che stimola i miei sensi, che mette (o forse sarebbe meglio dire rimette) in discussione le mie convinzioni, che mi rende curiosa, che mi appaga con la stessa intensità con cui a volte mi lascia perplessa, che mi pone delle domande e mi impone di cercarne le risposte, anche se poi non sempre mi riesce.

E’ in viaggio che riesco davvero a vedere al di là del mio naso, é in viaggio che il confronto diventa ancora più costruttivo e la conoscenza (quella dei libri, dei racconti, della storia che in precedenza stimolava solo la mia inguaribile curiosità) diventa vera nel bene e nel male, tangibile e profonda.

Charleston Slaves Museum

Charleston Slaves Museum

E la condivisione, attraverso queste pagine virtuali, é il frutto dell’entusiasmo (mai della vanità e della supponenza, almeno nelle intenzioni) e della gioia, anche troppo irrefrenabile a volte lo ammetto, di voler mostrare, attraverso i miei occhi ed il mio modo di percepire i contorni, quanto il mondo sia nella sua diversità e multiculturalità meraviglioso e difficile al tempo stesso.

I pass x lo US Capitol, Washington

I miei pass x lo US Capitol, Washington

Torno a casa così piena e ricca che mi ci vorrà del tempo per incanalare tutto nella giusta prospettiva.

Dare un senso (se poi sia davvero necessario farlo) alle lacrime spontanee ed incontrollate (un momento di profonda condivisione di un rito differente nella gestualità eppure così familiare nell’intensità) e alla sfrenata danza in onore del Signore durante la funzione di Black Gospel nei sobborghi di Nashville, all’emozione di mettere fisicamente piede nel Congresso degli Stati Uniti d’America a Washington, nelle due antiche Camere che hanno fatto la storia, nel bene e nel male, di questo grande paese e del mondo intero o alla visita difficile ed a tratti scioccante ad uno degli ultimi mercati degli schiavi ancora esistenti (oggi un impressionante museo), a Charleston in South Carolina.

Nashville, Tennessee

Nashville, Tennessee

E poi ci sono le risate, le persone gentili (lo sono davvero, credetemi) ed i paesaggi mozzafiato del Minnesota, i cibi strani, l’improvvisa sfiancante stanchezza che arriva dopo ore e chilometri a piedi tra i memoriali di Washington, i viali e le vecchie case di Savannah ed i mille percorsi di Manhattan, le cene in camera (bottiglia di vino inclusa) con la spesa al supermercato, i discorsi e le considerazioni nei lunghi tragitti in auto, le cartine stropicciate ed imbrattate di appunti che diventano cimeli preziosi ed alcuni incontri che, inevitabilmente, in un modo o nell’altro, segnano il cammino al punto da renderlo ancora più prezioso.

#myUSA termina qui.

Il viaggio continua, sempre.

Stars and Stripes, il simbolo di #myUSA!!

Stars and Stripes, il simbolo di #myUSA!!

8 Comments

  • annalisa

    aprile 28, 2014 at 12:16 pm

    Bello veramente. Ti ho seguita con interesse, piacere e invidia allo stesso tempo. Ho rivisto con i tuoi occhi alcune cose che conoscevo ma soprattutto ne ho scoperte di nuove e meravigliose. Buon recupero di fuso orario!

    Rispondi
  • Giorgia

    maggio 6, 2014 at 1:07 pm

    Simona, ritorno a leggere i tuoi post e devo dire che ora e solo ora capisco davvero quello che dici, quello che mi dicevi prima di partire… che questi posti ti stregano e ti fanno sognare.
    Eccoci di ritorno ed eccoci più ricche di esperienze, di sensazioni e di ricordi.
    Sicuramente tornerò negli States, intanto mi accontento di rileggere il tuo blog.
    Un bacio grande e a presto
    Giorgia dei Mostri

    Rispondi
    • simona sacri

      maggio 6, 2014 at 1:19 pm

      Giorgia il tuo commento mi rende felice!!
      Sapere che condividiamo questa passione e la voglia di viaggiare, scoprire e cercare ancora una volta quella speciale sensazione e di appagamento…
      Grazie davvero!!

      Rispondi
  • roberto

    giugno 18, 2015 at 4:57 pm

    ma poi cos’è questo sogno americano? …i film western, la CocaCola, le grandi metropoli e le infinite distese del centro america dove solo il rock and roll sarebbe un compagno di viaggio ideale? L’america e’ liberta’, l’america e’ New York ed il grand canyon, le luci di Las Vegas e la monument valley, il mare caraibico della Florida e la baia di San Francisco.L’America e’ un miscuglio di razze, culture, musica, passioni.L’America e J.F. Kennedy e lo scandalo Clinton, indiani e cowboy, Hollywood e i suoi colossal, la musica che da Chicago passando per Menphis e Nashville arriva a New Orleans, i grandi Hamburger di Mc Donalds, il Country del texas, le feste universitarie della California i biondi surfisti e le modelle stile Pamela Anderson Potrei restare ore scrivendo cos’ e’ l’America e voi potreste restare ore aggiungendo cio che io ho dimenticato, ecco perche’ l’america e’ il MITO, perchè prima di morire, tutti dovremo andare in AMERICA.

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