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St. Paul, Minnesota, storie di Gangsters e nightclubs clandestini

Quando si parla del cupo, misterioso e per certi versi affascinante proibizionismo americano degli anni’20, dei gangsters, delle loro attività illegali e dei nightclubs clandestini, viene quasi naturale pensare a città come Chicago e New York ed a personaggi come Al Capone o Lucky Luciano resi celebri non solo dai loro efferati crimini ma anche e soprattutto da film capolavoro come, tanto per citare i più famosi, The Untouchables di Brian De Palma o C’era una volta in America di Sergio Leone.

Spesso però la realtà degli avvenimenti supera di gran lunga la storia romanzata delle grandi epopee cinematografiche riservando scenari decisamente più sorprendenti e a dirla tutta precedentemente inimmaginabili.

La città americana che accolse, diciamo così, dal 1919 al 1933 in pieno Proibizionismo il maggior numero di gangsters, nightclubs e “speack easy” clandestini (i locali destinati allo spaccio illegale di alcolici) non fu Chicago, come verrebbe naturale pensare, ma St. Paul in Minnesota.

Minnesota "on the road"

Il motivo?

La vicinanza alla frontiera canadese, fondamentale per controllare i traffici di alcolici illegali verso gli Stati Uniti ed una plateale propensione, frutto di una dilagante corruzione, da parte delle autorità locali a non interferire con le attività suddette.

Esiste ancora oggi un luogo a Saint Paul in cui il tempo sembra essersi fermato proprio agli anni del proibizionismo, quando nel 1919 in seguito ad un emendamento alla costituzione americana, frutto delle pressioni delle cosidette Società di Temperanza, venne stabilito il divieto assoluto di fabbricazione, vendita, importazione e trasporto di alcolici di qualsiasi tipo, perchè ritenuti assieme al gioco d’azzardo ed alla libertà di costume, fonte di peccato e di caduta di morale.

Wabasha Street Caves

Le Wabasha Street Caves si trovano sulla sponda sud del Mississippi a tre chilometri dal centro di Saint Paul.

Si tratta di vecchie cave di arenaria risalenti alla prima metà dell’800, utilizzate dapprima per l’estrazione del silicio, poi grazie alle particolari condizioni climatiche come celle per la conservazione dei cibi e per la coltivazione dei funghi, successivamente intorno al 1920 come deposito illegale degli alcolici provenienti dal Canada in attesa di essere smistati in tutto il territorio nazionale e come night club clandestino, in cui veniva praticata ogni tipo di attività illecità, dalla vendita di alcolici, al gioco d’azzardo, agli  incontri amorosi segreti ed agli affari cosiddetti “sporchi” durante i quali di tanto in tanto sembra ci scappasse anche il morto.

Il giovedì alle 17 ed il sabato e la domenica alle 11 è possibile con soli 6 dollari prendere parte ad un’interessante visita guidata (non é necessaria la prenotazione, basta arrivare 15 minuti prima) che permette non solo di visionare i locali perfettamente conservati ma anche di ascoltare i racconti della guida, ricchi di aneddoti, sugli avvenimenti più o meno inquietanti realmente accaduti in quei luoghi.

Si entra attraverso una porta di ferro e legno oltrepassando lo spessore della roccia esterna e ci si ritrova catapultati come per magia in un film degli anni’20.

Tutto o quasi é proprio come allora, anche perchè le prime due grotte vengono tutt’ora utilizzate come locale notturno in stile.

All’ingresso sono esposte le foto dei gangsters che hanno fatto di St. Paul e delle cave il loro covo, ci sono criminali famosi del calibro di John Dillinger, del suo braccio destro “Baby Face” Nelson, di Ma Barker una delle poche donne gangsters che la storia ricordi e dei suoi quattro figli maschi, di Machine Gun Kelly e Alvin “Creepy” Karpis, una carrellata impressionante di volti e foto, spesso segnaletiche, dall’aspetto davvero poco rassicurante.

Le grotte sono collegate tra loro da piccoli passaggi ad arco che conducono ad un vano ampio e rettangolare dove ci sono i banconi del vecchio bar, tutt’ora in funzione. Sulle pareti ancora sono visibili dversi fori di proiettili, segno tangibile delle sparatorie che pare avvenissero con una certa frequenza.

Il night club nelle Cave, attivo ancora oggi...

Una piccola porta in ferro conduce alle cave grezze.

Una sorta di privè in cui venivano sistemate le partite di alcolici, conclusi “affari” con altri clan ed eliminati, e stipati, testimoni scomodi o le cosiddette teste calde.

Esisteva in realtà un vero e proprio codice di comportamento la cui scrupolosa osservanza garantiva quasi sempre la sopravvivenza all’interno del clan.

Accadeva spesso inoltre che le liti  iniziassero anche ai tavoli da gioco per i più svariati motivi, soldi, donne, bari, tradimenti e che i corpi venissero sistemati in questa zona (sulle vecchie panche di legno utilizzate per conservare i cibi) nell’attesa di scomparire letteralmente nel nulla, grazie anche all’aiuto della compiacente polizia locale.

Le cave utilizzate dai gangsters

Con la mia guida...

Il posto ideale, complici alcune inquietanti panche in legno sopravvissute ed una attempata e pesantissima cassaforte, per venire a conoscenza a fine visita dei tre immancabili fantasmi di gangsters, uccisi proprio in questo luogo e mai ritrovati, e delle loro improvvise e spaventose (sempre secondo quanto racconta la guida) apparizioni nelle foto dei visitatori e durante gli spettacoli e le feste a tema.

Storie di fantasmi a parte, le Wabasha Street Caves offrono l’occasione davvero rara di scoprire e di rivivere una parte importante della vera storia dei gangsters, delle loro attività e di un periodo, quello del proibizionismo, ancora oggi oggetto indiscusso di interesse e di un’irrefrenabile curiosità.

 

 Ho fatto i soldi fornendo un prodotto richiesto dalla gente.

Se questo è illegale, anche i miei clienti, centinaia di persone della buona società, infrangono la legge.

La sola differenza fra noi è che io vendo e loro comprano. Tutti mi chiamano gangster.

Io mi definisco un uomo d’affari.

(Al Capone)

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